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Spending Review: tagli ufficiali decisi. Novità decreto legge 2012 Monti

Via libera alla spending review: attesi risparmi per 4,5 miliardi nel 2012



Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alle misure sulla spending review che per i prossimi sei mesi del 2012 comporterà tagli per 4,5 miliardi, pronti a salire a 10,5 nel 2013 e a 11 nel 2014.

Si anche al taglio delle Province, che entro l'anno dovranno scendere a quota 50, e alla creazione di 10 nuove città metropolitane, (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria). Diversi i criteri attraverso i quali verranno tagliate le province: il primo è relativo alla popolazione e il secondo all'estensione. Entro 20 giorni il governo dovrà fissarli con una delibera del Consiglio dei ministri.

Confermato, inoltre, lo stop all'incremento dell'Iva fino al primo luglio del 2013 e le risorse per fare in modo che altri 55 mila esodati possano essere salvaguardati con le vecchie regole con uno stanziamento complessivo di 1,2 miliardi di euro dal 2014.

Tra le novità in arrivo, anche il taglio di almeno il 10% del totale degli organici delle Forze armate, lo stop all'adeguamento degli affitti pagati dallo Stato e l'avvio della rinegoziazione delle locazioni per ridurre del 15% i canoni.

Tra le misure del pacchetto tagli alle spese pubbliche, tagli previsti per le auto blu del 50% rispetto alla spesa sostenuta per acquisto e manutenzione nel 2011; saranno soppresse l'Isvap e la Covip, saltano anche l'Ente nazionale per il Microcredito, e la società Arcus spa; taglio al numero dei militari in servizio, che dovranno essere in misura non inferiore al 10% del totale degli organici delle forze armate; tagliato il fondo per le missioni di pace (-8,9 milioni); il Fondo per gli armamenti (100 milioni); quello per le vittime dell'uranio impoverito (-10 milioni). Previsti, inoltre, tagli ai buoni pasto dei dipendenti pubblici e ferie obbligatorie per loro a Natale e Feragosto.

Via libera, come accennato, al taglio del 10% del personale e del 20% della dirigenza. Contributi anche dalla sanità, dove però il decreto stabilisce che non scompariranno i piccoli ospedali ma sarà effettuata un'analisi legata alle necessità del territorio. In ogni caso tra le chiusure, il taglio dei posti letto (circa 30mila), il taglio alle spese farmaceutiche e per l'acquisto di beni e servizi sono attesi 5 miliardi.

Prevista la chiusura di una trentina di tribunali, di 37 procure e di 220 sedi distaccate, mentre salta il taglio di 200 milioni alle Università e i 200 milioni in più alle paritarie anche se, per errore, le misure restano nel comunicato finale di palazzo Chigi.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il