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Spending Review: cosa cambia per i dipendenti pubblici con tagli Governo Monti

Le misure per il pubblico impiego: cosa cambia con la Spending Review



E’ diventato ufficialmente legge il decreto sulla Spending Review che ha ricevuto il via libera del Consiglio dei Ministri, nella tarda serata fra giovedì e venerdì. Tanti i tagli previsti: da quelli che riguardano la sanità a quelli per il pubblico impiego, la giustizia, l’istruzione e il mondo militare.

Particolarmente colpito il pubblico impiego, a partire dai tagli degli uffici dirigenziali di almeno il 20% e delle risorse destinate al personale non dirigenziali di almeno il 10%. Entro la fine di ottobre, infatti, sarà tagliata la pianta organica dei ministeri e degli enti pubblici non economici.

La riduzione complessiva sarà del 20% per i dirigenti e del 10% per tutti gli altri dipendenti ma con livelli diversi a seconda delle singole amministrazioni. Prevista una riduzione dello spazio per ogni impiegato, tra i 12 e i 20 metri quadrati a persona nei palazzi di nuova costruzione e tra i 20 e i 25 negli altri, e la riduzione degli spazi degli archivi.

A partire dal primo ottobre 2012, poi, il valore dei buoni pasto attribuiti al personale, anche di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche non potrà superare i 7 euro.  Con quest'unico intervento lo Stato recupererà 53,8 milioni di euro. I maggiori risparmi verranno realizzati negli enti pubblici non economici dove l'importo medio dei ticket è di 11,60 euro.

A guadagnarci sarà il personale dei ministeri, dove oggi i buoni pasto valgono in media 6,97 euro, e il Servizio sanitario nazionale (Ssn), che è ancora fermo a 5,60 euro a testa. Ferie e riposi per i dipendenti pubblici, anche dirigenti, saranno obbligatori a Natale e Ferragosto e gli uffici rimarranno chiusi.

Prevista, inoltre, prevista la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro nei confronti dei dipendenti che, in base alla disciplina vigente prima dell’entrata in vigore dell’ultima riforma del 2011, avrebbero ottenuto la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014.

Questi lavoratori avranno la pensione da subito ma riceveranno il trattamento di fine rapporto solo alla data in cui avrebbero maturato il diritto ad andare in pensione. Gli ulteriori dipendenti pubblici in esubero andranno in mobilità. Ed è proprio la mobilità l’altra novità, che porta subito la riduzione dello stipendio, l'80% della busta paga base senza straordinari e indennità. Chi andrà in mobilità dopo due anni potrà arrivare anche il licenziamento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il