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Abolizione Province 2012: città cancellate e a rischio. Parametri tra 10 giorni

Le Province da tagliare: città a rischio



Il decreto sulla Spending Review che è diventato ufficialmente legge e con lui si attende ora il taglio delle Province, così come era stato annunciato nei giorni scorsi, che saranno, infatti, dimezzate ed entro l'anno dovranno scendere a quota 50.

I criteri attraverso i quali verranno tagliate le province sono relativi alla popolazione e  all'estensione e fra 10 giorni il governo dovrà fissarli con una delibera del Consiglio dei ministri. I due criteri da seguire per non mantenere in vita una Provincia prevedono popolazione inferiore ai 350 mila abitanti e l'estensione sotto 3 mila chilometri quadrati.

In base a questi, le Province sotto osservazione sono 61 nelle Regioni a statuto ordinario, mentre solo 25 (compresi i capoluoghi che vengono fatti salvi) soddisfano i requisiti. In Lombardia, per esempio, andrebbero così 10 Province su 12, tutte tranne Milano e Brescia; 9 su 10 in Toscana, dove resiste solo Firenze; stesso discorso in Emilia-Romagna: saltano 7 su nove, e restano Bologna e Parma.

E ancora in Campania, sono troppe prese singolarmente le Province di Benevento, Avellino e Caserta; nel Lazio Rieti, Latina e Viterbo. In Sicilia su 9 Province ne rimarrebbero 4 (oltre a Palermo, Agrigento, Catania e Messina), e in Sardegna si salverebbe solo Cagliari. A rischio, dunque, le città piemontesi, da Biella al Verbano Cusio Ossola e, probabilmente, anche a Vercelli, mentre Alessandria deve aprire le porte ad Asti.

I toscani dovranno unire per esempio Pisa e Livorno o Lucca e Pistoia. Rischiano di saltare anche Ascoli-Piceno e la neo-nata Bat (Barletta, Andria, Trani) pugliese. A rischio anche Pescara, Teramo, Matera, Crotone, Vibo Valentia, Ferrara, Forlì, Cesena, Modena, Piacenza, Ravenna, Imperia, Latina, La Spezia, Lodi, Lecco, Savona, Enna, Ragusa, Caltanissetta,  Siracusa, Trapani, Trieste e Pordenone.

Saranno salve le province degli attuali capoluogo e entro il primo gennaio saranno istituite 10 città metropolitane: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. In questi casi saranno soppresse le province. I Comuni capoluogo di Regione sono esclusi dagli interventi di accorpamento e riduzione.

Le province che restano in vita dovranno avere le seguenti competenze: ambiente (soprattutto per il settore discariche); trasporti e viabilità (anche per quanto attiene la costruzione, la classificazione e la gestione delle strade). Passeranno inoltre ai Comuni tutte le altre competenze che finora lo Stato aveva attribuito alle province. Ricordiamo, inoltre, che  la spending review vieta alle Province di assumere personale a tempo indeterminato, mentre per tutti gli altri enti locali verrà ridotta la spesa per le assunzioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il