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Dipendenti pubblici: tagli buoni pasto, nuove regole ferie, permessi e licenziamenti. Le novità

Addio posto fisso: le novità per gli statali



E’ ormai legge il decreto sulla Spending Review che colpisce, insieme a sanità e taglio Province, particolarmente anche il pubblico impiego, a partire dai tagli degli uffici dirigenziali di almeno il 20% e delle risorse destinate al personale non dirigenziali di almeno il 10%.

Entro la fine di ottobre, infatti, sarà tagliata la pianta organica dei ministeri e degli enti pubblici non economici. La riduzione complessiva sarà del 20% per i dirigenti e del 10% per tutti gli altri dipendenti ma con livelli diversi a seconda delle singole amministrazioni.

Prevista una riduzione dello spazio per ogni impiegato, tra i 12 e i 20 metri quadrati a persona nei palazzi di nuova costruzione e tra i 20 e i 25 negli altri, e la riduzione degli spazi degli archivi. A partire dal primo ottobre 2012, poi, il valore dei buoni pasto attribuiti al personale, anche di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche non potrà superare i 7 euro, intervento che permetterà allo Stato di recuperare 53,8 milioni di euro.

Inoltre, ferie e riposi per i dipendenti pubblici, anche dirigenti, saranno obbligatori a Natale e Ferragosto e gli uffici rimarranno chiusi. Prevista, infine, prevista la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro nei confronti dei dipendenti che, in base alla disciplina vigente prima dell’entrata in vigore dell’ultima riforma del 2011, avrebbero ottenuto la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014.

Questi lavoratori avranno la pensione da subito ma riceveranno il trattamento di fine rapporto solo alla data in cui avrebbero maturato il diritto ad andare in pensione. Gli ulteriori dipendenti pubblici in esubero andranno in mobilità. Anche gli statali, dunque, potranno essere messi in mobilità obbligatoria, prendere l'80% dello stipendio base (molto più basso di quello che porta a casa ogni mese) e anche essere licenziato.

Cadono così due fondamenti dell’impiego pubblico e cioè il posto fisso e lo stipendio fisso, proprio perché i ministeriali potranno essere messi in mobilità obbligatoria, prendere l’80% dello stipendio base e anche essere licenziati. Quindi a differenza di prima quando lo statale era garantito in tutto e per tutto, ora si avvicina sempre più ad un lavoratore del privato. Per i prepensionamenti, si partirà dai lavoratori che entro il 2014 matureranno i requisiti fissati prima della riforma Fornero: entro la fine del 2012 dovrebbero uscire tra le 6 e le 7mila perone.

La pubblica amministrazione potrà ricorrere alla mobilità, seguendo un percorso simile a quello dello stato di crisi per le aziende private, con la riduzione dello stipendio pari all’80% della busta paga senza straordinari e indennità, e due anni dopo potrebbe anche arrivare il licenziamento.

BUONI PASTO: tutte le novità del 2016. Dopo anni di ristagno, finalmente i buoni pasto sono stati "aggiornati". Tante novità in arrivo: limiti più elevati totalmente detraibili, buoni pasto elettronici, ma anche più complicazioni. Vediamo quale effettivamente conviene.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il