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Saldi estivi: partenza flop. Nuovi sconti e offerte a prezzi più bassi da Sabato

Partenza flop per i saldi estivi 2012: come incrementare le vendite



Sono iniziati sottotono i saldi estivi 2012, al via sabato scorso e, sarà per il caldo afoso che ha portato molta gente nei posti di mare, sarà per il peso della crisi che si sta facendo nelle tasche degli italiani, ma gli acquisti del primo week end non hanno registrato gli ottimi numeri che ci si aspettavano.

Il primo giorno di saldi estivi non ha, infatti, registrato nessun assalto ai negozi su tutto il territorio nazionale, dalle vie dello shopping di Milano, passando per quelle romane, fino a quelle dell’estremo Sud o delle isole. Negozi semivuoti a Roma e Palermo e poche file a Milano dove a far girare l’economia ci pensano soprattutto gli stranieri. Molti negozianti hanno spiegato che i clienti sono molto più attenti degli scorsi anni e agli sconti del 20 o del 30 preferiscono rimandare a quelli del 50% se non oltre.

Ed è proprio questa la proposta avanzata dal Codacons, cioè portare i saldi al 50%, ed oltre, in modo da incitare all’acquisto. Del resto la stessa associazione, qualche giorno prima dell’avvio dei saldi, aveva pronostico un flop per quest’anno. Se continuerà così il prossimo week-end ci saranno più sconti anche se non fosse accetata la proposta del Codacons, in quanto se le vendite calano bisognerà comunque intervenite.

Ricordiamo, infine, sempre qualche piccolo accorgimento per fare acquisti sicuri: innanzitutto nel caso di acquisto di un capo o di un bene, sul cartellino deve essere riportata obbligatoriamente l’indicazione del prezzo normale di vendita (cioè, il prezzo originario ante-sconto), dello sconto effettuato (in termini assoluti e/o percentuali) e, in ultimo, del prezzo finale.

Nel negozio, inoltre, la merce in saldo deve essere separata da quella non in saldo in modo da non attirare il cliente in confusione. Meglio, infine, conservare sempre lo scontrino, perché costituisce prova d'acquisto che obbliga il commerciante a sostituire la merce difettosa o non conforme, anche se vi sono cartellini in mostra con la dicitura che i capi in saldo non si possono cambiare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il