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Sanità, scuola, province, militari, farmacie: novità ufficiali della Spending Review

Le misure ufficiali della Spending Review: cosa colpiscono



La scure del decreto sulla Spending Review si è abbattuta su tutti i comparti economico-lavorativi italiani, dalla pubblica amministrazione, alla sanità, al mondo militare, all’abolizione delle Province, all’istruzione, senza risparmiare nessuno.

Sono stati stabiliti, per esempio, circa 30mila posti letto in meno negli ospedali pubblici italiani, con un rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti contro gli attuali 4,2, e una riduzione del 5% per l'acquisto di beni e servizi da parte della sanità pubblica.

Conseguentemente alla riduzione dei posti letto, anche attraverso una verifica, sotto il profilo assistenziale e gestionale, della funzionalità dei piccoli ospedali pubblici, sarà promosso l'ulteriore passaggio dal ricovero ordinario al ricovero diurno e dal ricovero diurno all'assistenza in regime ambulatoriale, favorendo l'assistenza residenziale e domiciliare.

Il comparto sanità contribuirà alla revisione della spesa con risparmi per 5 miliardi in due anni e mezzo: 1 nel 2012, 2 nel 2013 e 2 nel 2014. Sempre in materia di sanità, sale dal 35% al 50% la quota a carico delle aziende dell’eventuale sforamento del tetto della spesa farmaceutica nazionale. 

A partire da gennaio 2013, le industrie del farmaco dovranno quindi partecipare in modo più ‘corposo’ rispetto a quanto già previsto dalla manovra del luglio scorso, mentre l’altro 50% sarà a carico delle sole Regioni che hanno superato il tetto di spesa, in proporzione al rispettivo disavanzo. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto, l'ulteriore sconto dovuto dalla farmacie convenzionate sarà rideterminato al valore del 3,65%.

Nel testo si legge che limitatamente al periodo decorrente dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2012, l'importo che le aziende farmaceutiche devono corrispondere alle Regioni è rideterminato al valore del 6,5%. Per l'anno 2012 l'onere a carico del Servizio sanitario nazionale per l'assistenza farmaceutica territoriale è rideterminato nella misura del 13,1%.

Dal 2013, questo stesso tetto sarà ulteriormente abbassato all'11,5% al netto degli importi corrisposti dal cittadino per l'acquisto di farmaci ad un prezzo diverso dal prezzo massimo di rimborso stabilito dall'AIFA. Tagli previsti dal 2013 anche per il fondo per il finanziamento ordinario delle università di 200 milioni, mentre per le scuole non statali arrivano fondi per 200 milioni: queste le misure per ospedali e scuole contenute nel decreto sulla spending review.

La scure del nuovo decreto complisce il fondo per il finanziamento ordinario degli atenei, notizia che ha fatto, come prevedibile, insorgere organizzazioni studentesche e sindacati.

Per quanto riguarda i tagli che toccheranno i militari, il decreto ridurrà il totale degli organici in misura non inferiore al 10% e quindi, considerando che sono circa 200 mila persone, la riduzione dovrebbe essere di 20 mila posti. Colpite anche le Province, che saranno dimezzate ed entro l'anno dovranno scendere a quota 50. I criteri attraverso i quali verranno tagliate le province sono relativi alla popolazione e  all'estensione e, fra 10 giorni, il governo dovrà fissarli con una delibera del Consiglio dei ministri.

Saranno salve le province degli attuali capoluogo e entro il primo gennaio saranno istituite 10 città metropolitane: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Le province che restano in vita dovranno avere le seguenti competenze: ambiente (soprattutto per il settore discariche); trasporti e viabilità (anche per quanto attiene la costruzione, la classificazione e la gestione delle strade). Passeranno inoltre ai Comuni tutte le altre competenze che finora lo Stato aveva attribuito alle province.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il