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Tagli statali nella spending review 2012 Monti: le novità ufficiali. Cosa cambia

Spending review: addio posto e stipendio fisso. Cosa cambia per il pubblico impiego



Vale circa 4,5 miliardi nel 2012, che salgono a oltre 10 miliardi nel 2013 e 11 miliardi nel 2014 il provvedimento approvato della Spending Review che mira a contenere le spese italiane in ogni comparto.

Nel dl presente il taglio delle province, in base a popolazione ed estensione, che passeranno dalle attuali 110 a circa 50. Sarebbero due i criteri attraverso i quali verranno decisi i tagli: il primo è relativo alla popolazione e il secondo all'estensione. Entro qualche giorno il governo dovrà fissarli con una delibera del Consiglio dei ministri.

Entro il primo gennaio 2014 saranno poi istituite le Città metropolitane, dieci in tutto: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Contestualmente, verranno soppresse le relative province. L'aumento di due punti dell'Iva non scatterà invece dall'autunno 2012 ma solo dal luglio 2013.

Il decreto legge estende, inoltre, la clausola di salvaguardia ad altri 55 mila soggetti che hanno maturato i requisiti successivamente al dicembre 2011; la soppressione di 37 tribunali, di 38 procure e delle 220 sezioni distaccate esistenti in tutta Italia; un taglio del 10% del personale e del 20% della dirigenza nella P.A.; tagliato anche il valore dei buoni pasto per i dipendenti pubblici, che non potrà superare i sette euro; una riduzione dell'uso delle auto blu per cui le spese dovranno essere ridotte del 50% rispetto all' anno scorso; previsto anche lo stop alle consulenze per dipendenti in pensione; e il taglio al numero dei militari in servizio, che dovrà calare in misura non inferiore al 10% del totale degli organici delle forze armate.

Particolarmente colpito dalle misure della Spendign Review il settore pubblico, per cui cadrà anche la sicurezza che da sempre ha contraddistinto questa categoria di lavoratori e cioè il posto fisso, insieme allo stipendio fisso. Il nuovo decreto prevede, infatti, tagli al pubblico impiego, che potrebbero colpire circa 300mila lavoratori tra dirigenti e dipendenti statali, per dire un addio definitivo al posto e stipendio fisso nel settore pubblico. Per i licenziamenti e tagli nel settore pubblico, il Governo Monti punta sul blocco delle assunzioni e incentivi alla pensione.

Il blocco dovrà rispettare tre scadenze: le facoltà assunzionali per i posti che si libereranno saranno del 20% per il periodo 2012-2015, del 50% nel 2015 e torneranno al 100% a partire dal 2016.

E non solo, perché questo governo tecnico vuole procedere anche al meccanismo usato dalle aziende private in crisi, cioè la mobilità con la riduzione dello stipendio (l’80%) della busta paga base senza straordinari e indennità e dopo due anni potrà arrivare anche il licenziamento. Una vera e propria stangata per i dipendenti pubblici e ministeriali

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il