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Uffici postali: chiusura in mille paesi. Ma c'è la smentita

A rischio chiusura Uffici Postali in Italia? Il piano di riorganizzazione



In arrivo un nuovo piano tagli per le Poste Italiane in tutta Italia nei prossimi mesi. Poste sta cercando di stringere accordi con gli enti locali per trasformare gli uffici postali di alcune zone in centri multiservizi e salvarli.

Questo è comunque quanto prevede il piano di riorganizzazione che Poste Italiane ha inviato all'Agcom, allegando la lista delle strutture definite ‘anti-economiche’.

Si tratta di 1156 sportelli da chiudere, altri 638 da razionalizzare riducendo l'orario e i giorni d'apertura. Da Cirella di Platì, nel cuore della Locride, alla Valle di Ledro, in Trentino, agli sportelli di Pieve di Ledro e Bezzecca, della Valle del Setta, ad alcuni tra Castel D'Aiano e Savigno, a Onna, in provincia de L’Aquila, Mirandola, Concordia, e San Felice sul Panaro, comuni terremotati in Emilia.

Questi alcuni degli uffici finiti nel mirino dei tagli, risultato di una lista elaborata solo sulla base dei costi/ricavi valutati caso per caso. Ma il piano, in base al quale si ipotizza il taglio di 174 sportelli in Toscana, 134 in Emilia, 100 in Calabria, 96 in Campania, è al momento solo un piano.

Massimo Sarmi, amministratore delegato di Poste Italiane, ci ha tenuto a precisare: “Non li vogliamo chiudere. Quel report è una lista che siamo obbligati a inviare ogni anno all'autorità di riferimento, cioè all'Agcom.

Però sono sportelli effettivamente sotto i parametri di economicità, quindi per non tagliarli stiamo raggiungendo accordi con gli enti locali per trasformarli in centri multiservizi, per esempio offrire al comune di occuparsi della cartografia digitale o aprire al cittadino una serie di servizi a pagamento, come il rilascio di certificati anagrafici o la possibilità di saldare il ticket sanitario.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il