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Esodati: nuovi problemi con Spending Review anche per inclusi nel Decreto Fornero

Ancora aperta la questione esodati nonostante Spendign review: cosa succede



Non si placano i problemi per la categoria dei lavoratori esodati, divenuti ormai protagonisti del confronto politico da mesi. Con il decreto sulla spending review, si allarga a comprendere altri 55mila lavoratori la platea degli esodati che vanno ad aggiungersi ai 65mila inizialmente individuati dal ministro del Lavoro Elsa Fornero. In totale, dunque, ci saranno 120mila salvati.

Già prima del via libera al decreto sulla Spending Review, il ministro Fornero aveva assicurato di voler trovare una soluzione per tutti e in realtà qualcosa si è mossa, con l’allargamento della platea dei beneficiari, che dai primi 65mila si è allargata a comprendere altri 55mila esodati.

Inoltre, il ministro Fornero si è detta disposta ad inserire tra i lavoratori salvaguardati coloro che hanno superato i 62 anni di età. La salvaguardia sarà per tutti coloro che hanno stipulato in sede governativa un accordo per la mobilità o la cassa integrazione straordinaria entro il 31 dicembre anche se, alla data del 4 dicembre, l'ammortizzatore sociale non era stato attivato.

Rientrano tra i salvaguardati anche coloro per i quali era stata autorizzata la prosecuzione volontaria di contribuzione e che maturano i requisiti per la pensione tra il 24esimo e il 36esimo mese dal varo del Salva-Italia, cioè entro il 31 dicembre 2014.

Tra i problemi ancora presenti, quello secondo cui i contributori volontari vengono salvaguardati solo se hanno un contributo accreditato in data antecedente al 6 dicembre 2011 e se non hanno avuto alcuna attività lavorativa dopo l’approvazione Inps alla contribuzione volontaria e questi problemi riducono decisamente il numero dei contributori salvaguardati a circa 18.000 contro un totale stimato di circa 120.000.

Il problema esodati riguarda però anche il settore bancario, così come ha spiegato il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari. Secondo Mussari, con la riforma delle pensioni, 'lavoratori che entrati nel Fondo esuberi o in procinto di accedervi sulla base di accordi stipulati entro il 4 dicembre 2011 non hanno oggi certezza sul mantenimento dei requisiti pensionistici previgenti, rimanendo addirittura privi di qualsiasi copertura economica.

Ne deriva che le aziende dovranno rivedere drasticamente i piani industriali con conseguenze per il personale e crescenti difficoltà nell'offerta di nuovi posti di lavoro per i giovani.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il