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Siria: continuano scontri rivolta. Gelo Usa-Russia su nuova bozza Onu

Continuano gli scontri in Siria. Le nuove misure Onu



Continua a salire il bilancio delle vittime delle violenze proseguite che si stanno perpetrando in tutta la Siria, dove le forze lealiste si sono particolarmente accanite su tre località della provincia centrale di Homs controllate dai ribelli: la denuncia arriva da fonti dell'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, organizzazione dell'opposizione in esilio con sede in Gran Bretagna, secondo cui sono state bombardate a tappeto per ore Jurat al-Shiah, Qarabees e ancora una volta Rastan, dove sono stati rasi al suolo numerosi edifici e strutture.

La maggior parte delle vittime erano civili, mentre altre diciotto erano soldati e undici erano insorti. Si continua a combattere anche a Damasco, dove gli scontri tra governativi e ribelli si sono concentrati nel sobborgo meridionale di al-Qadam.

Nella stessa capitale centinaia di giovani si sono radunati nel quartiere commerciale di Mezzeh, situato nel settore orientale della città, e hanno intonato slogan di protesta contro il regime, sfidandone apertamente la repressione. Intanto l’Onu ha preparato una bozza con nuove misure da intraprendere per fermare il bagno di sangue nel Paese, mentre la Russia ha già fatto circolare al Palazzo di Vetro il testo di una nuova risoluzione.

Ma ancora una volta si profila un braccio di ferro con i Paesi occidentali e gli Stati Uniti, che hanno in programma di proporre un testo che sia più duro e che minacci in maniera esplicita sanzioni contro Damasco. Nella bozza fatta circolare dalla delegazione russa, che Parigi ha già definito ‘inferiore alle attese’, si prevede il rinnovo per tre mesi del mandato della missione, ma non si prevede alcuna forma di pressione sul regime di Damasco o sulle forze ribelli per mettere fine alla violenza, che secondo varie fonti ha causato finora oltre 15 mila morti.

Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha affermato che “la Russia ha la responsabilità di facilitare una soluzione politica e di servirsi della sua influenza su Damasco per facilitare una tale soluzione politica”. Intanto dalla Casa Bianca hanno comunicato “Nel processo di transizione e nel futuro della Siria non ci può essere spazio per Assad, che ha oramai perso ogni credibilità. La comunità internazionale deve lavorare in maniera costruttiva e cooperare per risolvere la situazione in Siria. Gli Stati Uniti notano dei progressi sulla strada della costruzione di un ampio consenso”, ha detto il portavoce Usa Jay Carney .

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il