Bosone di Higgs: non è la particella di Dio secondo ricercatore americano

Bosone di Higgs: in dubbio la sua veridicità



E’ stata illustrata dagli scienziati riuniti al Cern di Ginevra l’esistenza del bosone di Higgs, la cosiddetta ‘particella di Dio’, che garantisce la massa a tutte le altre particelle subatomiche della materia e la dimostrazione della sua esistenza, così come sottolineato dagli scienziati che ne hanno condotto studi e osservazioni, dovrebbe avere una rilevanza enorme anche in medicina.

Il bosone di Higgs, dunque, esiste davvero, ha una massa di 126 GeV (miliardi di elettronvolt) equivalente a 126 volte la massa del protone (il quale è nel nucleo di un atomo assieme al neutrone) e scoprendolo si è raggiunta una pietra miliare nella conoscenza della natura, come ha spiegato il direttore del Cern Rolf Heuer, “perché se non ci fosse non avrebbero massa le stelle, i pianeti, le cose in genere e neanche noi stessi”.

Ma c’è chi contraddice l’esistenza di questa ‘particella di Dio’: secondo, infatti, uno scienziato americano, il bosone di Higgs non si rileva direttamente ma scoprendo le particelle in cui decade, come ad esempio due fotoni e le particelle W e Z ed è quello che è stato fatto a Ginevra, dove gli esperimenti erano indirizzati a trovare le particelle decadute al livello di energia di 126 GeV.

Per questo lo scienziato americano si chiede se a provocare i decadimenti previsti sia stato proprio il bosone o un’altra particella, magari simile. Secondo la sua ipotesi, potrebbe trattarsi di un altro tipo di particella ma capace di produrre effetti simili.

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di Marcello Tansini pubblicato il