BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Rating Italia: i commenti dopo taglio di Moody's. Si aiuta la speculazione

Nuovo declassamento per l’Italia: reazioni e commenti



L’agenzia Moody’s ha tagliato i titoli di stato italiani di due gradini, facendoli passare da A3 a Baa2, cioè a dire due livelli sopra lo status di ‘spazzatura’, mantenendo, tra l’altro, l'outlook negativo.

L’agenzia di rating ha motivato la sua decisione puntando il dito soprattutto contro il peggioramento economico italiano nonostante le riforme varate dal governo Monti; il rischio di contagio dalla Grecia e dalla Spagna, ma anche contro il clima politico che con l'avvicinarsi delle elezioni della prossima primavera, ha spiegato Moody's, rappresenta un ulteriore fonte di rischio, nonostante le positive misure intraprese dal governo.

Per l'agenzia di rating, le prospettive per l'Italia sono deteriorate perchè la crescita è debole e la disoccupazione è in aumento. Il Pil, in particolare, è stimato in calo del 2% con la conseguenza di rendere più difficile per il Paese centrare gli obiettivi fiscali e di bilancio.

“E' un giudizio del tutto ingiustificato e fuorviante perchè non tiene conto del grande lavoro che il nostro Paese sta facendo”: questo il commento del ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, sul nuovo taglio del rating subito dall’Italia, taglio che, secondo il ministro, “non riconosce le azioni concrete che sono state prese e avviate, non riconosce un impegno ormai dimostrato e solido a gestire i nostri conti pubblici.

Credo che i mercati invece, questo riconoscimento lo daranno nel tempo perchè il lavoro del governo continuerà forte come è stato fino adesso”. Secondo Rocco Girlanda, deputato Pdl della commissione bilancio, “Il nuovo attacco di Moody's alla zona euro, e all'Italia in particolare, con il taglio di due scalini del rating sui nostri titoli di Stato rappresenta l'ennesima ingerenza di natura politica di un ente privato nei confronti di uno Stato sovrano, che sta compiendo comunque sforzi importanti per sollevare l'euro e fronteggiare l'enorme debito pubblico”.

D’accordo il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, secondo cui “L'Italia e il nostro sistema manifatturiero sono molto piu' forti di quello che appare nelle valutazioni di Moody's”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il