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Spending Review: tagli statali, sanità, scuola, abolizione province in vigore entro agosto

Dal prossimo mese in vigore le prime misure della Spending Review



I primi interventi previsti dal decreto sulla Spending Review dovrebbero entrare in vigore già dal prossimo mese di mese: dai tagli per la sanità, a quelli per la scuola passando dal mondo degli statali fino all’abolizione delle Province.

Per quanto riguarda la sanità, saranno tagliati circa 30mila posti letto negli ospedali pubblici italiani, con un rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti contro gli attuali 4,2; ed è previsto un taglio del 5% per l'acquisto di beni e servizi da parte della sanità pubblica. Il comparto contribuirà alla revisione della spesa con risparmi per 5 miliardi in due anni e mezzo: 1 nel 2012, 2 nel 2013 e 2 nel 2014.

Nel dl presente il taglio delle province, in base a popolazione ed estensione. che passeranno dalle attuali 110 a circa 50. Due i criteri attraverso i quali verranno decisi i tagli: il primo è relativo alla popolazione e il secondo all'estensione.

Entro 20 giorni il governo dovrà fissarli con una delibera del Consiglio dei ministri. Calano, intanto, i trasferimenti per Regioni, Province e Comuni. Entro il primo gennaio 2014 saranno poi istituite le Città metropolitane, dieci in tutto: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Contestualmente, verranno soppresse le relative province.

Per quanto riguarda i tagli al settore del pubblico impiego, previsto un taglio del 10% del personale e del 20% della dirigenza nella P.A.; tagliato anche il valore dei buoni pasto per i dipendenti pubblici, che non potrà superare i sette euro; previsto anche lo stop alle consulenze per dipendenti in pensione.

Prevista, inoltre, una riduzione dello spazio per ogni impiegato, tra i 12 e i 20 metri quadrati a persona nei palazzi di nuova costruzione e tra i 20 e i 25 negli altri, e la riduzione degli spazi degli archivi. Ferie e riposi per i dipendenti pubblici, anche dirigenti, saranno obbligatori a Natale e Ferragosto e gli uffici rimarranno chiusi.

Prevista anche la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro nei confronti dei dipendenti che, in base alla disciplina vigente prima dell’entrata in vigore dell’ultima riforma del 2011, avrebbero ottenuto la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014. Questi lavoratori avranno la pensione da subito ma riceveranno il trattamento di fine rapporto solo alla data in cui avrebbero maturato il diritto ad andare in pensione.

Gli ulteriori dipendenti pubblici in esubero andranno in mobilità. Ed è proprio la mobilità l’altra novità, che porta subito la riduzione dello stipendio, l'80% della busta paga base senza straordinari e indennità. Chi andrà in mobilità dopo due anni potrà arrivare anche il licenziamento. Per quanto riguarda la scuola, saranno 500 i milioni di tagli contati e diverse le novità che riguarderanno ruoli e spostamenti nelle classi di insegnamento dei professori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il