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Rating banche, enti locali, Eni, Poste: taglio da Moody's Luglio 2012. Motivi e conseguenze

Nuovo taglio rating Moody’s: gli enti nel mirino dell’agenzia



Banche, 23 enti locali italiani, fra i quali le province autonome di Bolzano e Trento, la Lombardia, il Lazio e le città di Milano e Napoli; e ancora Eni, Poste Italiane, Terna e Acea: questa la lista completa degli enti italiani cui Moody’s ha tagliato ancora il rating.

Dopo aver tagliato di ben due scalini qualche giorno fa il rating dei titoli di Stato, portandolo da A3 a Baa2 e mantenendo un outlook negativo, spiegando la sua decisione con segnali di erosione sul fronte degli investimenti esteri, oltre al rischio contagio da Grecia e Spagna, con i rischi di un'uscita di Atene dall'euro, il deterioramento delle prospettive economiche nel breve termine, nonostante le misure e le riforme decise dal governo Monti, il clima politico che, con l'avvicinarsi del voto della prossima primavera è fonte di un aumento dei rischi, Moody’s taglia ora il rating di 23 enti locali italiani, le cui prospettive, secondo l’agenzia, restano negative in linea con quelle dell'Italia.

Il rating della provincia di Bolzano è stato tagliato ad A3 da A1, così come quello della provincia di Trento; il rating della Lombardia è stato ridotto a Baa1 da A2, con Milano declassata a Baa2 da A3; il rating del Lazio è stato tagliato a Baa3 da Baa2; mentre Napoli è stata tagliata a Ba1.

Moody's ha anche tagliato il rating a lungo termine di 10 banche italiane: tra i principali istituti, Unicredit scende a Baa2 con outlook negativo, stesso rating per Intesa Sanpaolo e le sue controllate, Bnl, Cariparma, Friuladria. Scende a Baa3 Credito Emiliano.

Nel mirino di Moody's anche il rating di Poste Italiane, che scende a Baa2 da A3 con prospettive negative, riflettendo l'esposizione di Poste Italiane alla difficile situazione macroeconomica in Italia; Eni che scende ad A3/P-2, sempre con prospettive negative; Terna e Acea.

Se ora, dopo Moody’s, anche le altre agenzie di rating si dovessero uniformare alla decisione presa, il tasso di interessi di eventuali obbligazioni e prestiti chiesti da questi enti aumenterebbe. Inoltre, scendendo il rating, alcuni fondi di investimento non potrebbero più investire in essi, in quanto devono rispettare rating più alti per la sicurezze dei portafogli dei propri clienti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il