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Spending Review: regioni, enti locali, province autonome contro tagli

Regioni ed enti sul piede di guerra: le polemiche contro la Spending Review



Manifestazioni di protesta, polemiche e critiche: queste le reazioni scatenate dalle misure sui tagli previsti dal decreto sulla Spending Review, volto a razionalizzare le spese italiane per cercar di fare entrare soldi nelle casse dello Stato Italia.

Regioni ed enti locali sono sul piede di guerra per i tagli previsti dal decreto: 900 milioni per la sanità quest'anno, 1,8 miliardi il prossimo e 2 miliardi nel 2014 che vanno a sommarsi a 700 milioni di tagli per le Regioni a statuto ordinario per quest'anno, 1 miliardo per il 2013 e un altro miliardo per il 2014.

Le Province perdono 500 milioni quest'anno, 1 miliardo nel 2013 e un altro miliardo nel 2014; i comuni 500 milioni quest'anno, 2 miliardi il prossimo e altrettanti nel 2014; le Regioni a statuto speciale vedranno un taglio di 600 milioni quest'anno, 1,2 miliardi il prossimo, 1,5 nel 2014. Con le autonomie del Nord (Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia) che non escludono la possibilità dei ricorsi alla Corte Costituzionale.

Intanto sulle partite importanti, come la sanità, il trasporto pubblico locale e le società pubbliche che fanno capo agli enti locali, sono ripartiti una serie di incontri tra tecnici e politici delle singole Regioni con tecnici del ministero dell'Economia.

Renzo Tondo, presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, spiega che “La crisi diminuisce le risorse a disposizione e tutti i livelli di governo sono coinvolti nella revisione della spesa” e nel rapporto con il governo nazionale il Friuli Venezia Giulia, in merito alle scelte che si vanno facendo, ribadisce “questa Regione segue già da anni una politica di diminuzione del debito e della spesa pubblica; ha dimostrato di saper essere responsabile e solidale con il Paese; non intende rinunciare all'autonomia speciale garantita dalla Costituzione italiana”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il