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Crisi economica Ue contagia anche il resto del mondo. Fmi lancia allarme

Sempre più a rischio la stabilità finanziaria: situazione critica per Fmi



“Aumentano i rischi per la stabilità finanziaria. La ripresa globale, già tutt'altro che sostenuta dall'inizio, ha mostrato negli ultimi tre mesi segni di ulteriore indebolimento. Il tempo sta per finire, è ora di agire”: a lanciare l’allarme il responsabile del Dipartimento mercati del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Josè Vinals.

L'istituto segnala poi che le condizioni dei mercati azionari e valutari sono peggiorate significativamente in maggio e giugno e la volatilità è salita ai massimi del 2012, anche a causa dei timori di un'uscita della Grecia dall'Eurozona e dei problemi delle banche spagnole.

Secondo l'Fmi, “se le condizioni economiche dovessero continuare a deteriorarsi, potrebbero essere usate misure non convenzionali”. Il rischio maggiore per l’Fmi è che “peggiori il circolo vizioso su Spagna o Italia e che uno dei due Paesi perda l'accesso ai mercati. Questo potrebbe concretamente far deragliare la crescita mondiale, portando ad un contagio della crisi anche nel resto del mondo”.

E ancora: “La crisi di Eurolandia «è la priorità» e può essere contenuta se, a fronte dell'impegno dei Paesi sotto pressione alle riforme, gli altri membri del blocco saranno disposti ad aiutare. A ben vedere una difficile operazione di convincimento, viste le recenti prese di posizione di Germania, Olanda e Finlandia”.

Sulla situazione italiana, poi, l’Fmi ritiene che il Belpaese riuscirà a riportare i conti in attivo nel 2013, mettendo a segno un piccolo attivo strutturale di bilancio, pari allo 0,7% del Pil, che tuttavia non sarà ancora sufficiente a imprimere una traiettoria discendente al rapporto debito/Pil (che salirà dal 125,8% al 126,4%), gravato dalla recessione in corso e dal consistente contributo di Roma al fondo salva-stati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il