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Riforma del lavoro 2012 Fornero: spiegazioni novità e cambiamenti in circolare ufficiale

Le novità in vigore della riforma del lavoro 2012. La circolare con i chiarimenti



Sono entrate in vigore ieri, mercoledì 18 luglio, le nuove misure della Riforma del Lavoro 2012, dall’apprendistato, alle nuove regole per contratti a progetto, a tempo indeterminato, sui licenziamenti e le partite Iva.

Poiché le novità sono diverse, il Ministero del Lavoro ha pubblicato una prima circolare, la n. 18 del 18 luglio 2012, con cui cerca di fornire prime indicazioni di carattere operativo indirizzate soprattutto al personale ispettivo, ma in seguito arriveranno anche chiarimenti più esaustivi.

Tra le principali novità, per quanto riguarda il contratto a tempo determinato, si potrà fare un contratto anche senza causale, ma solo se si tratta del primo rapporto di lavoro a termine, non prorogabile, e per un periodo massimo di 12 mesi. Il contratto può proseguire, previa comunicazione, oltre la scadenza prevista inizialmente senza conversione in rapporto indeterminato per un periodo massimo di 30 o 50 giorni, in base alla durata del contratto (inferiore o superiore ai 6 mesi).

Tra un contratto a termine e l’altro devono trascorrere 60 giorni (riducibili a 20 dai ccnl o con decreto) per rapporti di durata fino a 6 mesi e 90 giorni (riducibili a 30) per durate superiori. I datori dovranno pagare un contributo aggiuntivo dell’1,4% per il finanziamento dell’Aspi, oltre al contributo base dell’1,31%.

Cambiano i termini per l’impugnazione dei contratti. L’apprendistato, invece, dovrà avere durata minima di 6 mesi e la successiva assunzione di apprendisti non potrà essere a termine. In caso di mancata assunzione costerà di più risolvere il rapporto (fino a un massimo del 4% in più per via della nuova aliquota contributiva per l’Aspi).

Per il datore il numero massimo di assunzioni con contratto di apprendistato è vincolato alla trasformazione in assunzione di almeno il 50% dei precedenti rapporti di apprendistato (negli ultimi 36 mesi). Anche se la percentuale di assunzioni richiesta per i primi 3 anni di validità della riforma è del 30%.

Il numero massimo di apprendisti è fissato in rapporto di 3 a 2: tre apprendisti per ogni due lavoratori qualificati, con un minimo di tre. In caso di datori con meno di 10 dipendenti invece il rapporto è di 1 a 1. Per quanto riguarda poi i lavori a progetto, co.co.pro senza partita Iva, co.co.pro con partita Iva, co.co.co e mini co.co.co, il rapporto deve avere per oggetto un progetto specifico e non può essere più riferito a un programma di lavoro o a una fase dello stesso.

Il progetto poi, oltre a essere stabilito dal committente e gestito in autonomia dal collaboratore, dovrà essere funzionalmente indirizzato a un risultato finale indicato nel contratto e il compenso non può essere inferiore ai minimi per attività stabiliti dai ccnl. Viene eliminato il contratto di inserimento e per quanto riguarda l’associazione in partecipazione vengono fissati nuovi limiti al numero di associati, con soglia massima possibile di 3 per attività.

Per scaricare la circolare cliccare qui:

http://www.lavoroediritti.com/download/ML18-RML.pdf

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il