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Green Hill chiuso: sequestro e denunce. Il destino dei cani

Sequestrato Green Hill. Fine della ricerca sui farmaci in Italia secondo Garattini



Sequestrato Green Hill: il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato ieri l’azienda situata a Montichiari in provincia di Brescia, che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. L'operazione ha portato al sequestro di cani di razza beagle, sia cuccioli che adulti, e dell'intera struttura costituita da quattro capannoni, uffici e relative pertinenze per un totale di circa 5 ettari.

Tre persone sono indagate in concorso fra loro per il reato di maltrattamento di animali. Alle operazioni di ispezione e sequestro della struttura, disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Brescia, hanno partecipato circa 30 forestali appartenenti ai Comandi provinciali di Brescia, Bergamo e al Nucleo Investigativo per i Reati in danno agli Animali (NIRDA). Presente anche personale della Questura di Brescia. Green Hill allevava cani beagle per i laboratori di vivisezione.

Da questo allevamento più di 250 cani ogni mese finivano tra le mani dei vivisettori e sui tavoli operatori. I cani in questo lager crescevano in file di gabbie con luci artificiali e un sistema di areazione, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori.

Tra i clienti di Green Hill ci sono laboratori universitari, aziende farmaceutiche rinomate e centri di sperimentazione come il famigerato Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande laboratorio di tortura animale in Europa. “Chiudere gli allevamenti destinati alla sperimentazione animale significherebbe la fine della ricerca sui farmaci nel nostro Paese”, ha detto il farmacologo Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri.

“Senza sperimentazione sugli animali la ricerca sui farmaci sarebbe distrutta, non ci sarebbe più. Non sempre si può lavorare su topi e cavie, per esempio studi importanti che hanno prodotto terapie efficaci contro l'Aids hanno utilizzato le scimmie, in altri studi servono maiali, pecore, o per l'appunto cani.

Ci sono caratteristiche di ogni specie animale compatibili con la sperimentazione che si sta facendo. Poi, certo, gli animali devono essere tutelati nel senso di non arrecare sofferenze inutili, e noi ci proviamo ogni giorno”. Ci si chiede ora che fine faranno tutti quei bellissimi beagle ‘liberati’ da Green Hill.


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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il