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Conti deposito: tra i migliori investimenti per rendimento-rischio anche per Luglio-Agosto 2012

Conviene ancora investire in conti deposito: motivi e consigli



Mettere al riparo attualmente la propria liquidità è un’operazioni che in tanti vorrebbero fare, il problema è riuscire a scegliere i giusti prodotti su cui puntare.

Strumenti privilegiati fino a qualche tempo, i conti deposito oggi presentano qualche rischio, sebbene esista il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che garantisce i depositanti fino a 100 mila euro. E se anche la possibilità che una banca fallisca oggi è bassa, è comunque possibile e reale.

Nonostante, comunque, la mini patrimoniale che ha colpito anche loro, i conti deposito continuano ad essere una delle scelte preferite dagli italiani che vogliono mettere al riparo la loro liquidità, e capaci comunque ancora di offrire un rendimento annuale intorno al 3% netto, che potrebbe salire se si decidesse di vincolare il proprio denaro per un periodo più lungo, a 12, 18, o 24 mesi.

Facendo un confronto fra l’investimento in un conto deposito e l’investimento nel mattone, la sfida sembra andare appannaggio dei conti deposito. Nell’investire in una casa bisogna considerare da quest’anno il pagamento dell'Imu, la nuova tassa sulla casa che sostituisce la vecchia Ici e che torna a colpire le prime case, abbattendosi particolarmente sulle seconde abitazioni con un'aliquota base dello 0,76% (che i Comuni potranno ampliare fino all'1,06%).

Per fare un esempio pratico, si potrebbe prendere in considerazione un immobile da 200mila euro da cui il proprietario ricaai un canone da locazione di 6.800 euro.

A questa cifra bisogna poi sottrarre il valore dell'Imu, che supponiamo in questo caso sia di mille euro. Quindi, il reddito netto dell'investimento per il proprietario di un immobile ammonterebbe a 5.800 euro. Investendo la stessa somma di 200mila euro in uno dei conti deposito oggi più convenienti, che arrivano anche al 4%, come per esempio quello proposto da Si Conto di Banca Sistema o da Conto Arancio di Ing Direct, frutterebbe invece 8mila euro.

A questa cifra bisogna però applicare l'imposta di bollo che da quest'anno è molto più salata. Nel 2011, infatti, era di 1,81 euro e nel 2012 con la mini-patrimoniale del decreto salva-Italia è passata all'1 per mille fino a un massimo di 1.200 euro (dal 2013 salirà all'1,5 per mille senza massimi). Nel caso del deposito di 200mila euro l'imposta passerebbe da 1,81 a 200 euro ma, applicandola, il rendimento dell’investitore sarebbe comunque maggiore rispetto a quello della casa, giacchè gli frutterenne un reddito netto annuo di 7.800 euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il