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Quinto Conto Energia: aziende e associazioni contro i decreti e incentivi 2012. I motivi

Associazioni e aziende contro Quinto Conto Energia: cosa c’è che non va



Quinto Conto Energia e decreto sulle rinnovabili causa di malcontenti. I provvedimenti, firmati dai ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera, dell’Ambiente Corrado Clini e dell’Agricoltura Mario Catania, definiscono i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (Quinto conto energia) e per le altre fonti (eolico, idroelettrico, geotermico, biogas e biomasse).

I due decreti prevedono un ampliamento del budget di spesa, per un totale di 500 milioni di euro annui, pari a ulteriori 10 miliardi di euro di spesa su 20 anni e suddivisi tra Quinto Conto Energia (200 milioni) e rinnovabili elettriche (300 milioni); un forte semplificazione delle procedure per l’iscrizione ai registri che introduce l’autocertificazione in sostituzione dell’atto di notorietà, nonché l’innalzamento delle soglie di accesso ai registri, che passa così dai 12 ai 20 KW.

Ma le nuove misure non entusiasmano le associazioni del settore: secondo Massimo Sapienza, del movimento ‘SOS Rinnovabili’, il nuovo sistema aumenterà i costi per i produttori e per i cittadini e che ritiene che “Questa non è la strada per far crescere il Paese”. Polemica anche la posizione di Assosolare, secondo cui “il sistema paese rinuncia ad una politica energetica e non valorizza una filiera industriale”.

Secondo Assosolare, “In un momento di generale crisi, non ci si aspettava un provvedimento unicamente ‘punitivo’, ma un ‘riequilibrio’ sul fronte del sostegno a soluzioni innovative nel settore dell’accumulo e della programmabilità degli impianti fotovoltaici, come più volte richiesto”.

Anche alle aziende che operano nel settore del fotovoltaico non piace il nuovo sistema di incentivi, che entrerà in vigore il 27 agosto prossimo, senza considerare il timore che i 6,7 miliardi stanziati possano esaurirsi ancor prima di quella data.

Schüco Italia, azienda di riferimento nei segmenti involucro edilizio ed energie rinnovabili, ha giudicato penalizzante la nuova normativa che “non creerà terreno fertile per sostenere la crescita del fotovoltaico, un settore che finora aveva contribuito a generare valore ed effetti positivi non trascurabili per l’ambiente”.

Inoltre, Schüco Italia ritiene che nel Quinto conto energia mancano le misure in grado di imprimere l’ultimo slancio per raggiungere la grid parity, anzi, al contrario creeranno nuove difficoltà al settore rendendo complesse una corretta pianificazione aziendale e la gestione degli interventi.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il