Abolizione province in Spending Review 2012: tutti pronti alle proteste

Province abolite: pronti ricorsi e proteste



“Con i tagli previsti dalla spending review non siamo nelle condizioni di assicurare l'apertura dell'anno scolastico”: così il presidente dell'Unione delle province d'Italia Giuseppe Castiglione secondo cui il taglio di 500 milioni di euro previsto per il 2012 e di un miliardo per il 2013 “è insostenibile e la metà delle province andrà in dissesto.

Cinquecento milioni di euro per il 2012 è un taglio incongruo, significa tagli ai servizi essenziali, al trasporto locale, alla formazione, alla manutenzione delle scuole”. Per l'Upi c'è stato da parte del governo un “errore dei parametri su cui il taglio previsto dalla spending review è stato calcolato.

Il decreto, infatti, opera un taglio di 500 milioni di euro per il 2012 e 1 miliardo per il 2013, per quanto concerne le Province, perché considera come consumi intermedi un totale di 3,7 miliardi. In realtà questa cifra considera voci di bilancio delle Province che non sono consumi intermedi ma servizi”. Per l'Upi, infatti, sui 3,7 miliardi di euro ben 2,4 rappresentano la spesa per funzioni obbligatorie tese a erogare i servizi ai cittadini.

E sono tutti pronti alla protesta: le Province aderenti all'Upi del Veneto, della Lombardia e del Piemonte sono pronte ad impugnare avanti al Tar del Lazio la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 'Criteri per il riordino delle Province', se non subirà modifiche.

Sulla stessa posizione Ascoli e Fermo non ci stanno. E chiedono alla Regione di ricorrere alla Corte Costituzionale contro il decreto contenuto nella spending review del Governo che accorpa le due Province e Macerata, dando vita ad una super Provincia da 716 mila abitanti, che si affianca ad Ancona (481 mila abitanti) e Pesaro (366 mila).

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di Marianna Quatraro pubblicato il