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Spending Review: tagli scuola, sanità, ricerca, province, farmacie, tribunali. Le ultime novità

Tagli alla Spending Review: tutti in piazza. I motivi delle proteste



Sindaci, avvocati e semplici cittadini, hanno riempito ieri piazza Sant'andrea della Valle, nel pieno centro di Roma, per manifestare contro i tagli agli enti locali varati dal governo con il decreto sulla Spending Review.

Nonostante anche le rassicurazioni del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo sulla ripresa regolare del prossimo anno scolastico che, secondo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal presidente dell’UPI (Unione delle Province Italiane) Giuseppe Castiglione, avrebbe invece dovuto portare alla possibile chiusura di circa 5000 istituti medi e superiori in Italia in seguito ai tagli della spending review in corso di approvazione alla Camera, diverse sono state e saranno le proteste contro i tagli alla Spending Review.

Tanti i sindaci presenti alla manifestazione di protesta, da Piero Fassino a Gianni Alemanno, tanti anche gli avvocati, in protesta contro i tagli alla giustizia, decine gli striscioni contro la chiusura dei tribunale di Avezzano, Mistretta, Tolmezzo, Capri, Sulmona e Casoria, tanti anche gli interventi, tra cui quello del sindaco della Capitale che ha detto “Siamo tutti qui a dire che i comuni non possono essere umiliati un'altra volta, la spending review è un taglio lineare che si abbatte su tutti i comuni”.

Il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, ha invece annunciato: “Se non verranno accolti i nostri emendamenti si aprirà un conflitto gravissimo istituzionale perchè le forze politiche hanno detto di condividere la nostra impostazione. C'era stata presentata una manovra che doveva tagliare gli sprechi e abbiamo dato la massima collaborazione e abbiamo proposto delle misure. Invece, si sta realizzando una riduzione dei trasferimenti che è totalmente inaccettabile. Spero che Monti se ne renda conto”.

Secondo Federculture, poi,“Se il decreto sulla spending review viene convertito in legge così com'è, rischia di saltare tutto il sistema della cultura non statale in Italia”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il