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Fondi di investimento migliori durante crisi euro ed economica 2012

Migliori fondi di oggi quelli che investono negli Usa: la situazione



I fondi comuni di investimento sono strumenti finanziari che raccolgono il denaro di risparmiatori che affidano la gestione dei propri risparmi ad una società di gestione del risparmio (SGR) con personalità giuridica e capitale distinti da quelli del fondo.

I fondi comuni, essendo gestiti da professionisti del settore, permettono ai piccoli investitori, se ben consigliati, di sottoscrivere investimenti aderenti al proprio profilo finanziario, in termini di rischio/rendimento. Inoltre, attraverso i piani di accumulo, hanno avvicinato al mercato anche coloro che momentaneamente non disponevano di sostanziosi risparmi.

In relazione agli obiettivi finanziari, al rischio e al rendimento atteso, il risparmiatore può scegliere tra diversi tipi di fondi: bilanciati, obbligazionari, azionari, di liquidità e flessibili.

Da un’analisi di Corriereconomia, considerando la situazione pessima attuale sul piano economico-finanziario e la volatilità dei mercati, i migliori fondi sono quelli che investono negli Stati Uniti e sono emessi in dollari americani: questi sono quelli che hanno beneficiato del rafforzamento della valuta Usa.

Bene anche quelli che investono sui Paesi emergenti e sui prodotti azionari che investono sui listini europei (compresi quindi il Regno Unito, la Svizzera e l'area del Nord Europa fuori dalla zona dell'euro), sulle obbligazioni societarie dell'euro e sui bond governativi euro, quelli terribilmente lacerati dalla dicotomia tra Paesi forti e Paesi deboli.

“Negli ultimi 12-18 mesi abbiamo notato una ricerca specifica della qualità del gestore, con buoni afflussi sui prodotti caratterizzati da uno stile riconosciuto per specificità e consistenza”, ha spiegato Simone Calamai, amministratore delegato di Fundstore, supermarket online con in vetrina oltre 4 mila fondi di 120 diverse case italiane e internazionali.

In particolare, dice ancora Calamai, “nel 2012 si è imposta la domanda di fondi non assimilabili alle categorie tradizionali, quei veicoli che rispondono alle nuove normative europee Ucits e che consentono al gestore di spaziare tra diversi asset, senza seguire un singolo mercato o un indice di riferimento. Un altro modo per tentare di scavalcare la crisi”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il