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Ilva Taranto: i motivi reali della chiusura. Continuano scioperi e oggi discussione in Parlamento

Ilva chiusa: scioperi e il caso approda alla Camera



In silenzio in attesa dell'esito dei ricorsi al Tribunale del Riesame: è la linea difensiva scelta dagli otto dirigenti ed ex dirigenti dell'Ilva comparsi dinanzi al gip per l'interrogatorio di garanzia dopo il loro arresto del 26 luglio per disastro ambientale nell'ambito dell'inchiesta sull'inquinamento prodotto dall'impianto siderurgico, sfociato nel sequestro degli impianti dell'area a caldo.

L'impianto rappresenta una vera e propria minaccia per la salute umana e ha emesso nel 2010 oltre 4.000 tonnellate di polveri, 11.000 tonnellate di diossido di azoto, 11.300 tonnellate di anidride solforosa, 7 tonnellate di acido cloridrico, 1 tonnellata e 300 chili di benzene, 338,5 chili di Idrocarburi Policiclici Aromatici, 52,5 grammi di benzo(a)pirene, 14,9 grammi di composti organici di benzo-p-diossine e policlorodibenzofurani (PCDD/F).

Si parla complessivamente di 150 chili di emissioni per ogni residente della città di Taranto, senza considerare le circa 544 tonnellate l’anno di polveri, ovvero 2,5 chili di nubi rossastre per residente.

Situazione critica anche per la terra e le acque sotterranee di Taranto, dove si registra la presenza di inquinanti come Antimonio, Arsenico, Berillio, Cadmio, Cobalto, Cromo totale, Cromo esavalente, Mercurio, Piombo, Nichel, Zinco, Cianuri, Rame, Vanadio, Idrocarburi, Benzene e Xilene.

E' quindi normale che una perizia chimica della magistratura abbia evidenziato come queste gravi criticità ambientali provochino due decessi al mese per inquinamento.

Intanto, continua la mobilitazione all'Ilva e oggi è previsto lo sciopero l'area a caldo, domani 24 ore di stop e manifestazione e stasera una fiaccolata. In mattinata il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, riferisce alla Camera. E il caso approda anche in Senato.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il