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Province e Comuni: cosa cambia con Spending Review. No abolizione, ma riordino

Le Province saranno riordinate e non soppresse: il piano



Non saranno abolite, come inizialmente previsto, ma riordinate le Province: questa una delle modifiche contenute nel decreto della Spending Review. Il Senato ha dato infatti il via libera alla fiducia sul decreto e nell’Aula di palazzo Madama il governo ha incassato il voto di fiducia sul maxiemendamento e il provvedimento passa ora all’esame della Camera.

I voti favorevoli sono stati 217, i contrari 40 e gli astenuti 4. Dall’aumento dell’Irpef nelle Regioni in deficit nella sanità alle tasse per gli universitari fuoricorso o con reddito basso, alle nuove regole sulle prescrizioni di farmaci generici, al tetto per gli stipendi dei manager delle società non quotate partecipate dallo Stato: queste le novità principali del decreto.

Per quanto riguarda le province non ci sono novità rispetto alle modifiche di natura solo formale introdotte in commissione, gli enti dovranno essere ridotti ma con un riordino e non una soppressione, sempre rispettando inoltre i requisiti minimi di popolazione e territorio (350mila abitanti e 2500 mq che impongono la scomparsa di quella di Piacenza), che eliminano le amministrazioni più piccole, e per i Comuni che vogliono cambiare Provincia dovrà esserci contiguità territoriale. Entro 90 giorni ogni Regione dovrà trasmettere al governo una proposta di riordino.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il