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Esodati: pensione dopo 40 anni di lavoro con Decreto Fornero.E' ufficiale dopo errore Inps in Agosto

Esodati in pensione con 40 anni di contributi: le novità previste



Esodati in pensione con 40 anni di contributi: a questa categoria di lavoratori di cui si è tanto discusso negli ultimi mesi saranno applicate le regole precedenti l’approvazione della riforma Fornero per cui l’ipotesi di pensionamento con il requisito contributivo unico a prescindere dall’età (cioè 40 anni di lavoro) non sarà soggetta alla rivalutazione triennale della speranza di vita.

Questa l’ultima novità prevista, spiegata dall’Inps che ha chiarito i requisiti per la pensione applicabile ai cosiddetti esodati, lavoratori che continueranno, dunque, ad andare in pensione sulla base dei requisiti vigenti prima del 6 dicembre 2011 e sulla base del regime di decorrenza della pensione e cioè tenendo conto della finestra mobile di 12/18 mesi introdotta dalla legge n. 122/2010 (la riforma Sacconi delle pensioni).

Gli esodati possono così accedere alla pensione in base alle vecchie regole (riforma Sacconi) evitando i nuovi e più restrittivi requisiti previsti dalla riforma Fornero (in vigore dal primo gennaio 2012). In riferimento agli esodati che possono andare in pensione con il massimo di lavoro (cioè con 40 anni di contributi), l’Inps spiega che il requisito contributivo unico (40 anni di lavoro) non è soggetto alla speranza di vita.

Si tratta del meccanismo di adeguamento dei requisiti per la pensione per cui ogni tre anni viene misurata la variazione della probabilità che un uomo e una donna di 65 anni hanno di vivere e se la probabilità cresce, se cioè aumentano gli anni ancora attesi di vita, anche l'età di pensionamento cresce).

Resta, inoltre, in vigore per gli esodati la ‘finestra mobile’, quindi anche l’incremento di uno, due e tre mesi. Ciò significa che una volta maturati 40 anni di contributi (e con essi il ‘diritto’ alla pensione), il lavoratore esodato deve attendere la finestra mobile per la decorrenza della pensione che è pari a 12 mesi per i lavoratori dipendenti e a 18 mesi per i lavoratori autonomi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il