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Pensione a 58 anni: andare prima con una nuova riforma condivisa da Pd e Pdl uniti

Ancora novità pensioni: le proposte



E’ ciò di cui si è più discusso in questi ultimi mesi, insieme alla riforma del Lavoro, ed è quella delle pensioni che, fra malcontenti e proteste, è stata approvata dal governo Monti all’inizio del suo mandato per rivoluzionare quasi completamente il mondo dei pensionati e di coloro che vi erano quasi vicini e lasciando, però, anche in sospeso alcune questioni come quella degli esodati, lavoratori che tramite accordi presi con aziende per andare in pensione anticipata si sono ritrovati quasi senza lavoro e senza pensione.

Dopo l’estensione del sistema contributivo a tutti, dopo l’allungamento dell’età pensionabile legata alla speranza di vita, dopo quote e finestre, la novità riguarda ora il mondo dei partiti che daranno la possibilità di lasciare dopo 35 anni accettando un assegno mensile calcolato con il sistema contributivo. E così Pd e Pdl sono pronti a cambiare la riforma.

Per cambiare la riforma della previdenza, Pd e Pdl hanno già presentato alla Camera 5 articoli che unificano le proposte di legge Damiano, Dozzo (Lega) e Paladini (Idv) e che hanno ricevuto anche il voto di Pdl (tranne Giuliano Cazzola), Udc, Fli, Pt (Popolo e territorio), che propongono un ulteriore ampliamento della platea degli esodati da salvaguardare e un nuovo canale di pensionamento che riporta in vita la possibilità di lasciare il lavoro a 58 anni.

La proposta di legge, passata col voto bipartisan in commissione Lavoro, vorrebbe introdurre la sperimentazione fino al 2017 della possibilità di andare in pensione per uomini e donne in una età vantaggiosa: per i lavoratori dipendenti 58 anni (57 le donne) fino a tutto il 2015 e poi 59 (58 le donne) fino alla fine del 2017, purché si siano raggiunti però 35 anni di contributi e ricevendo un assegno più leggero.

Oggi con la riforma Fornero per andare in pensione anticipata ci vogliono almeno 42 anni e un mese di contributi (41 e un mese per le donne) e 62 anni di età (sotto scattano le penalizzazioni).

Il testo bipartisan prevede, inoltre, due allargamenti della platea degli esodati, che potrebbero andare a coinvolgere i lavoratori coinvolti in accordi di mobilità stipulati entro il 31 dicembre 2012 anche in sede non governativa; e le persone autorizzate alla contribuzione volontaria, eliminando i vincoli attuali e cioè l’aver versato almeno un contributo prima del 4 dicembre 2011 e non aver lavorato dopo l'autorizzazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il