Spending Review, Province, Lavoro, sanità, tasse: novità e riforme Settembre del Governo Monti

Le novità del governo dopo la pausa estive: le misure della spendine review



Pronte nuove idee per rilanciare l'economia: il governo torna a lavoro dopo l’estate. Tra le novità proposte: niente taglio del cuneo fiscal; nuovo piano per i giovani annunciati dalla Fornero; nuovi aiuti alle famiglie disagiate anche con il rifinanziamento della social card; nuovo ok alla sospensione dei versamenti fiscali e contributivi per i terremotati dell'Emilia Romagna fino al 30 novembre; nuove misure contro la corruzione.

In particolare, tra le novità previste per le famiglie disagiate saranno riviste le detrazioni fiscali e sarà rifinanziata anche per il 2013 la carta acquisti a sostegno delle famiglie colpite da disagio economico; via libera, inoltre, alla riforma dell’Isee per modificare i criteri di selezione dei soggetti da ammettere alle prestazioni sociali a condizioni agevolate.

Per quanto riguarda il mondo del lavoro, si punta ad armonizzare pubblico e privato, mobilità per gli impiegati in surplus ma, con la seconda fase della spendine review, è prevista anche l'attuazione della revisione degli assetti organizzativi e dei programmi di spesa delle amministrazioni pubbliche centrali con la riduzione degli organici (-20% per gli uffici dirigenziali, -10% per il personale non dirigenziale).

Al via anche il processo di mobilità del personale in eccedenza. Prevista poi la revisione delle agevolazioni fiscali e contributive e la razionalizzazione dei trasferimenti in favore delle imprese, senza dimenticare la lotta all'erosione fiscale, all'evasione e all'elusione. Sì all'abbattimento del debito con le dismissioni attraverso fondi di investimento ai quali verranno conferite proprietà mobiliari ed immobiliari pubbliche.

Prevista anche la cessione delle partecipazioni azionarie dello Stato in Sace, Fintecna e Simest. Intanto, per quanto riguarda il riordino previsto delle Province, i presidenti delle varie province della Lombardia stanno studiando un progetto per mantenerne attive solo nove rispetto alle dodici attuali. Il decreto sulla spending review porterà, infatti, inevitabilmente a una riduzione del numero di province rispetto a quelle attuali, anche se i presidenti della Lombardia vorrebbero provare a salvarne qualcuna rispetto al piano iniziale e salvarne nove rispetto alle attuali dodici.

La scorsa settimana a Sondrio i dodici presidenti delle province lombarde si sono incontrati proprio per studiare come mettere in atto questo progetto, che se dovesse essere messo in atto vedrebbe il salvataggio di Mantova, Varese e Sondrio, che continueranno a essere autonome, mentre si aggregheranno tra loro Como, Lecco e Monza Brianza da una parte e Lodi e Cremona dall’altra.

Milano, invece, diventerà città metropolitana, e Brescia Bergamo e Pavia saranno dotate dei due requisiti fondamentali per poter essere considerati provincia, ovvero avere almeno almeno 350.000 residenti e una estensione minima territoriale di 2.500 chilometri quadrati.

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di Marianna Quatraro pubblicato il