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Tfa test: come vedere schede verifica prove. Pubblicati i nomi degli autori

Al via l’operazione trasparenza del ministero sui Tfa



Nell’ultimo mese è stato oggetto di non poche polemiche il Tfa, tirocinio formativo attivo dedicato agli insegnanti, e per cui il ministero ha riconosciuto gli errori nella formulazione delle domande, aprendo ad un numero di candidati maggiori ammessi alla seconda prova rispetto a quelli che effettivamente hanno superato la prima prova, decisamente viziata, appunto, da errori di formulazione delle domande d’esame.

Migliaia di aspiranti insegnanti, infatti, lo scorso luglio hanno affrontato la prima prova di accesso di Tfa, divisa in classi di materie. I candidati, per essere ammessi ai due livelli successivi, dovevano rispondere in maniera corretta ad almeno 42 quesiti su un totale di 60, ma il numero dei ‘bocciati’ ha notevolmente superato le aspettative a causa degli errori nelle domande e addirittura in otto atenei, tra cui Milano, Cagliari, Sassari, Urbino, Trento, nessuno è riuscito a superare la prova.

Per garantire la massima trasparenza, però, il Ministero ha fatto sapere che sarà possibile accedere agli atti delle prove, consultabili sul sito del Ministero e del Cineca il decreto costitutivo del Gruppo di lavoro che ha predisposto le prove e gli atti dei lavori della Commissione.

Per accedere alle schede di verifica dei test di ogni classe di concorso, gli interessati potranno inoltrare specifica istanza all’indirizzo di posta elettronica certificata del Dipartimento Istruzione dpit@postacert.istruzione.it, indicando la motivazione, la classe di concorso per la quale hanno partecipato ed il proprio indirizzo postale ed elettronico.

Intanto il ministro Profumo ha pubblicato l'elenco di tutti coloro che hanno ‘creato’ le contestate domande dei quizzoni. Ricordiamo che su 2.220 domande di 37 abilitazioni diverse,  una per ogni disciplina,  il ministero ha registrato ben 419 domande non conformi al bando.

Dal ministero hanno spiegato che i test somministrati ai candidati sono stati elaborati da commissioni nominate dal ministro il 5 agosto 2011 e secretati, per ovvie ragioni di sicurezza, chiamando in causa direttamente la Gelmini. In una nota, inoltre, viene spiegato che ‘il ministro scusandosi per l'accaduto, assicura l'impegno dell'amministrazione a dare certezza in tempi rapidi a tutti i candidati, attraverso una revisione complessiva di tutte le domande in questione ad opera di una supercommissione di docenti universitari’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il