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Imu: data pagamento seconda rata a Settembre e calcolo

Seconda rata Imu alle porte: quanto si pagherà



Si avvicina 16 settembre, scadenza per la seconda rata Imu, che sarà seguita poi da un’ultima data fissata per il prossimo 16 dicembre. Per pagare la prima rata, i contribuenti hanno calcolato l'importo della tassa, moltiplicando per 160 la rendita catastale (rivalutata del 5%), applicando l'aliquota di base (il 4 per mille sulla prima casa, il 7,6 per mille su tutti gli altri immobili), meno le detrazioni forfettarie, che sono pari a 200 euro più 50 euro per ogni figlio a carico di età fino a 26 anni.

La seconda rata prevede un pagamento che ammonta al 33% dell'importo calcolato prendendo come base di calcolo le aliquote base, cioè il 4 per mille per la prima casa ed il 7,6 per mille per seconde case, uffici, negozi, stessa quota della prima rata.

L'unica differenza formale sta nella compilazione del modulo F24; nel campo ‘rateazione-mesi di riferimento’ bisognerà indicare il codice 0202 invece di 0102 della prima rata. Ciò che rappresenterà una vera e propria stangata sarà la terza rata, quella di dicembre, quando bisognerà pagare il saldo con le aliquote ritoccate dai Comuni e che possono essere il 2 per mille in più o in meno per la prima casa (quindi dal 2 al 6 per mille) e il 3 per mille in più o in meno sugli altri immobili (per i quali l'Imu può variare, dunque, da un minimo dello 0,46% al massimo dell'1,06%).

Per fare qualche esempio di variazioni Imu nelle diverse città, a Roma, dove i valori catastali sono mediamente i più alti d'Italia, è salita al 0,5% l'aliquota per l'abitazione principale e chiede il massimo per le case tenute a disposizione; le case di edilizia popolare l'aliquota è dello 0,68%.

Milano ha differenziato le aliquote della prima abitazione a seconda della categoria catastale: per le case di pregio (categorie A1, A8 e A9) si pagherà lo 0,6%, per quelle di minimo valore (categorie A4 e A5) invece l'aliquota scende allo 0,36% anche se si tratta di una modifica pressoché virtuale perché grazie alle detrazioni di legge queste case di fatto sono esenti.

Torino, invece, è la città in cui l’Imu peserà di più: per la prima casa l’aliquota sale allo 0,575%, mentre per quanto riguarda gli altri immobili il Comune ha tenuto l'aliquota standard dello 0,76% solo per le abitazioni date in comodato a parenti di primo grado mentre ha ridotto allo 0,575% il prelievo per le case date in locazione a canone concordato.


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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il