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Quinto Conto Energia: tante proteste e commenti negativi

Incentivi esauriti in meno di un anno: le preoccupazioni per il Quinto Conto Energia



E’ entrato in vigore lunedì 27 agosto il Quinto Conto Energia, che fissa le nuove tariffe incentivanti per il fotovoltaico italiano, ma tante sono le proteste che forse anche da prima di quel giorno piovono sul nuovo sistema e soprattutto sulla normativa che ha cambiato il sistema di accesso ai finanziamenti e ridotti i loro importi.

Si tratta di due novità che stanno creando parecchi problemi perchè senza un valido sostegno economico il settore rischia di restare bloccato. I 700 milioni di euro da destinare ai nuovi impianti potrebbero esaurirsi entro un anno e questo creerebbe grosse difficoltà perché il mercato italiano perderebbe anche credibilità, senza contare la concorrenza del mercato cinese che ostacola l’Italia, ma anche gli altri paesi europei, per i bassi costi.

Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato IFI, è convinto del fatto che il Quinto Conto Energia non durerà più di un anno, invece dei cinque semestri previsti dal decreto.

La sua preoccupazione è che le industrie fotovoltaiche italiane vengano lasciate sole ad un passo dal traguardo: “Dal momento che il settore non si trova in una condizione di grid parity e non riuscirà a raggiungere la piena autonomia economico-produttiva nel periodo di un anno, c’è il rischio reale che tutto il settore si fermi una volta raggiunti i 6,7 miliardi di euro di spesa annui. In questi mesi lavoreremo per ricevere garanzie da tutti gli schieramenti politici candidati a formare il prossimo governo di intervenire in maniera costruttiva e stabile per protrarre il programma di incentivi fino al reale raggiungimento della grid parità”.

Si teme, infatti, che una volta terminati gli incentivi il mercato si blocchi del tutto e che le aziende siano costrette a mandare a casa le migliaia di lavoratori attivi nel settore.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il