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Mutui tassi variabili e fissi 2012: tassi più alti in Italia. Tutti i motivi

Mutui in Italia più cari: procedure e spread banche ne limitano la richiesta



Cresce il valore del mattone in Italia e, in periodo di forte crisi come quello che il Belpaese sta attraversando, la condizione di stallo sembra una conseguenza scontata.

Molti italiani, soprattutto dopo l’avvento dell’Imu, la nuova tassa sulla casa che sostituito l’Ici, hanno deciso di vendere i proprio immobili ‘in più’, altri temporeggiano nell’acquisto di nuove case, a causa dei prezzi sempre più alti e degli spread applicati dalle banche che tendono a far lievitare sempre più il costo delle rate.

E non va bene né a coloro che scelgono i mutui a tasso variabile, attualmente comunque i più convenienti, né a coloro che scelgono i mutui a tasso fisso, solitamente rifugio di chi decide di non voler avere pensieri nonostante pagamenti di rate più alte, perché il tasso fisso, nonostante le oscillazioni del mercato, ‘fissa’ appunto la rata sempre sulla stessa somma.

A questa situazione di difficoltà attuale, si somma, secondo quanto emerge da un’analisi di CorrierEconomia, il fatto che in Italia i mutui costano di più rispetto agli Paesi d’Europa. Se, per esempio, il mutuo è a tasso fisso per 100mila euro da restituire a 20 anni se ne spenderanno 15.611 euro in più rispetto alla media dell'area della moneta unica, gap che sale a 25.882 euro se il finanziamento è trentennale.

I calcoli sono stati effettuati sulla media del primo semestre 2012, che ha visto registrare in Italia un tasso del 5,11% per i prestiti fissi, a fronte del 3,9% dell'Eurozona, con un divario di 121 punti base.

Meno eclatante la differenza sui variabili: 55 centesimi (3,83% contro il 3,28%), valore che comporta una rata più cara di 28 euro (597 contro 569). E a giugno il trend italiano risulta in ulteriore peggioramento. Confrontando la situazione italiana con altri Paesi europei, si rileva che in Italia nel primo semestre 2012 il tasso si è attestato al 5,05%, con un divario di 158 centesimi rispetto alla Germania, di 48 sulla Francia e di 96 centesimi nei confronti della Spagna.

Perché queste differenze? Innanzitutto, come la stessa analisi di CorierEconomia, i prestiti ipotecari, soprattutto a tasso fisso, sono sempre stati nel Belpaese i meno convenienti, sia per la minore efficienza delle nostre banche di effettuare la raccolta; sia per la lunghezza delle procedure esecutive. In quest’ultimo anno, però, l'aumento del gap con l'Europa è da ricercare anche nelle politiche di spread applicate dalle banche italiane, sempre più a corto di liquidità e che recuperane un po’ hanno nel tempo alzato gli spread, portando così i costi dei mutui a lievitare notevolmente.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il