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Ilva Taranto: Magistratura-azienda è di nuovo scontro. Governo Monti impegnato a trovare soluzione

Sequestro e blocchi parchi: la situazione e le richieste dei sindacati



L'Ilva di Taranto è disponibile a collaborare e a fare gli investimenti necessari a ridurre l'inquinamento del siderurgico ma intanto la Procura della Repubblica va avanti col sequestro e mette in atto le misure previste.

L'Ilva ha presentato alla Procura una serie di proposte che partendo dai parchi minerali, soggetti a blocco, si allargano poi ad altre situazioni critiche, ma la Procura non si è ancora espressa su questi interventi e da indiscrezioni sembrerebbe che le proposte presentate non convincerebbero i magistrati.

Del resto, sui parchi minerali la Procura da tempo ha detto che intensificare la filmatura o l'irrorazione con acqua non è una vera soluzione, anzi, si corre il rischio che, non esistendo a valle un sistema di convogliamento delle acque di scarico, si aggravi anche l'inquinamento a seguito di quest'intensificazione.

I sindacati, intanto, che la prossima settimana torneranno a chiedere l'incontro ai custodi e all'azienda, mettono in evidenza come a fronte delle dichiarazioni rassicuranti del premier Monti, dei ministri Clini e Passera e dello stesso Ferrante, i quali dicono che l'azienda non può chiudere e che non c’è blocco, la realtà presenti un'altra situazione perché “dalle misure specifiche sui parchi, nulla esclude che altre misure a breve possano essere adottate sugli altri impianti.

Questo vuol dire che la quadratura sul caso Ilva è stata tutt'altro che trovata”. La chiusura dei parchi minerali, infatti, a causa dello stop all'ingresso delle materie prime necessarie a produrre acciaio, potrebbe presto portare anche al blocco della produzione. Ma il governo è fortemente impegnato perché si trovi una soluzione equa e importante per lo stabilimento di Taranto.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il