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Mutui variabili e fissi: i tassi di interessi medi a settembre 2012

Scegliere il mutuo da stipulare: tempi, condizioni e situazione attuale



Continua il periodo di crisi dell’Italia, cosa che si rispecchi tanto sugli acquisti quotidiani e la spesa delle famiglie italiane, quanto nell’andamento del mercato immobiliare. Il settore sembra, infatti, in stallo e la situazione non è certo semplice, considerando anche, secondo quanto emerge da un’analisi di Corriereconomia, che in Italia i mutui costano di più rispetto agli Paesi d’Europa.

Se, per esempio, il mutuo è a tasso fisso per 100mila euro da restituire a 20 anni se ne spenderanno 15.611 euro in più rispetto alla media dell'area della moneta unica, gap che sale a 25.882 euro se il finanziamento è trentennale.

I calcoli sono stati effettuati sulla media del primo semestre 2012, che ha visto registrare in Italia un tasso del 5,11% per i prestiti fissi, a fronte del 3,9% dell'Eurozona, con un divario di 121 punti base. Meno eclatante la differenza sui variabili: 55 centesimi (3,83% contro il 3,28%), valore che comporta una rata più cara di 28 euro (597 contro 569).

E a giugno il trend italiano risulta in ulteriore peggioramento. Eppure c’è ancora un pizzico di convenienza nelle stipule dei mutui, la condizione è accenderlo ora. Il portale web mutuionline ha segnalato che i fissi sono quotati a un nominale del 5,29% (5,62% effettivo) a 20 anni, con una rata media di 676 euro per 100mila di prestito e al 5,50% nominale (5,78% effettivo) per il trentennale, con un esborso mensile di 568 euro.

Gli indicizzati a 20 anni sono quotati invece al 3,16% nominale (3,31% effettivo), con una rata da 562 euro. Il variabile trentennale quota attorno al 3,38% (3,51% effettivo) con rata da 446 euro. Per quanto riguarda la scelta del tipo di mutuo, se il variabile al momento resta il più conveniente, con il tasso sotto il 2% grazie all'incredibile livello cui è sceso l'Euribor, sul lungo periodo potrebbe presentare qualche rischio, se si dovesse registrare una forte risalita dell'Euribor.

Ma, secondo i tassi dei future quotati al Liffe, non accadrà per ora, perché le previsioni parlano di circa 6 anni ancora perché l'Euribor torni sopra il 2%, ma le vicende degli ultimi anni ci hanno insegnato l'assoluta imprevedibilità dell'andamento dei tassi.

Se tra tre anni l'Euribor salisse di tre punti, un mutuo a venti anni per centomila euro sottoscritto oggi con uno spread del 3% passerebbe da una rata mensile di 569 a 794 euro (225 euro di differenza). Se la salita fosse di quattro punti (improbabile, ma non impossibile dato che l'Euribor a tre mesi ha toccato anche il 5,5%) la rata salirebbe addirittura a 868 euro.

 
Autore:

Marianna Quatraro

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
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