BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Alcoa: trattative proseguono, così come manifestazioni di protesta. L'azienda rimane aperta

Alcoa: ancora trattative aperte. Slitta lo spegnimento dell’impianto



Continuano le manifestazioni di protesta da parte dei lavoratori e continuano al contempo anche le trattative di risoluzioni problemi: l’Alcoa sta vivendo un vero e proprio momento di caos e transizione.

Slitta, intanto, al primo novembre la procedura di spegnimento dell'impianto Alcoa di Portovesme, secondo quanto comunicato dall'azienda al termine dell'incontro di ieri al ministero dello Sviluppo economico.

Nel comunicato, Alcoa afferma che la fabbrica sarda sarà comunque mantenuta in condizioni tali da poter essere riavviata da un altro operatore per un anno. Inoltre, conferma che continuerà a essere disponibile a discutere la vendita della fabbrica. Dopo una giornata di scontri, di tensione e di feriti, c’è dunque una schiarita e la fonderia resterà operativa per tutto il mese di novembre, invece che fino al 15 ottobre.

Il ministero ha sollecitato i soggetti imprenditoriali che hanno manifestato interesse per l'acquisizione dell'impianto Alcoa di Portovesme ad avviare in tempi brevi le negoziazioni con Alcoa stessa. I gruppi che finora hanno manifestato interesse sono Glencore e Klesch, ma accanto a loro spicca oggi un altro nome, quello di KiteGen Research di Chieri, azienda italiana di Torino, che utilizza energia eolica per alimentare la produzione dell'alluminio primario.

La società di Chieri impiega, infatti, una tecnologia che prevede la realizzazione di fattorie del vento troposferico ad altissima densità energetica territoriale che permettono da un qualsiasi territorio sardo di circa un chilometro quadrato di estrarre i 300MW necessari allo stabilimento Alcoa, con disponibilità di oltre 5mila ore.

E, secondo le stime del presidente dell’azienda, Massimo Ippolito, “La spesa corrente energetica di Alcoa calcolata a 30 euro a MWh sarebbe già sufficiente a ripagare l'investimento sui generatori in circa 2 anni”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il