BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Tfa e concorso scuola: i problemi da risolvere e i chiarimenti da dare

Nuovi concorsi per la scuola da fare quando saranno risolti gli attuali problemi



Sono in programma per la prossima primavera i  nuovi concorsi per accedere ai Tfa, tirocini formativi attivi dedicati a chi vuol intraprendere la professione dell’insegnamento, ma prima di realizzare i nuovi test sarebbe bene risolvere prima le contraddizioni e i problemi emersi dai primi sostenuti.

Sono state decine, infatti, i ricorsi al Tar Lazio sulla questione Tfa accettati. Il 31 agosto scorso, infatti, la Sezione Terza Bis del Tar del Lazio con una decina di decreti ha accolto alcuni ricorsi patrocinati da Adida (Associazione Docenti Invisibili Da Abilitare), ammettendo con riserva i ricorrenti alle prova scritta svoltasi il 5/6 settembre scorso.

I ricorrenti lamentavano “un concorso con 25 domande annullate su 60, con quiz che neanche in una trasmissione televisiva avrebbero proposto”. Inoltre, l’Adida accusa anche il Miur di aver leso il diritto di difesa degli insegnanti e annuncia, inoltre, che continuerà con i suoi ricorsi in tutte le competenti sedi, per denunciare un concorso illegittimo e falsato nel merito poichè gli insegnanti che lavorano nella scuola da anni hanno diritto all’abilitazione e alla stabilizzazione.

E ci sono anche altre questioni da risolvere come quella, come spiegato da Valentina Aprea, assessore all’Istruzione della Regione Lombardia, del fatto che il concorso ha il grave difetto di centralizzare il reclutamento dei docenti “passando un colpo di spugna su 15 anni di sforzi per introdurre e consolidare l’autonomia scolastica. Per non parlare della volontà di premiare i giovani e il merito, nulla più che un’apprezzabile dichiarazione di intenti.

Inoltre, ritengo inopportuno emanare un bando di concorso senza aver operato una revisione della disciplina di reclutamento che dia maggior peso alle scuole autonome. In secondo luogo, mi pare inopportuno bandire un concorso contestualmente ai percorsi di Tfa”.

E precisa: “Formazione iniziale e Tfa hanno permesso di acquisire un principio fondamentale che va salvaguardato, quello della distinzione tra abilitazione e reclutamento. Il che significa, non perché ho l’abilitazione ho anche diritto ad un posto.

Posso capire che ci sia una fase finale di abilitazione per non abilitati attraverso forme concorsuali ministeriali, ma non riesco ad accettare che il reclutamento, oggi, avvenga in primis mettendo tutti, più categorie, dentro in un unico calderone”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il