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Esodati: lettere in arrivo per pensioni e requisiti ma non a tutti. Cosa fare

Esodati: chi può accedere alla salvaguardia e chi no. Come fare



Il disegno di legge sui lavoratori cosiddetti esodati è stato bloccato e non approderà al momento alla Camera. A bloccare il provvedimento è stato il Pdl, perchè nel partito c’è chi si oppone ad esso.

Per Cgil, Cisl e Uil la scelta del Pdl di opporsi alla calendarizzazione della discussione in aula della proposta di legge sugli esodati è un errore, mentre secondo i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Vera Lamonica, Maurizio Petriccioli e Domenico Proietti, l’impegno in Parlamento per questa categoria di lavoratori deve assolutamente proseguire. Non si può rischiare di lasciare in una sorta di limbo migliaia di persone che non sanno cosa e come fare. Tocca al governo dar loro delle risposte.

Lo scorso luglio, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale che definisce i criteri e la platea dei lavoratori che potranno andare in pensione con i requisiti della precedente normativa.

L’Inps ha già avviato un piano operativo per predisporre correttamente la lista dei lavoratori, 65mila in tutt’Italia, cosiddetti salvaguardati, chiedendo anche l’aiuto ai patronati, che potranno verificare la posizione assicurativa di ognuno per accedere ai benefici previsti dal decreto stesso.

Due i piani di lavoro predisposti dall’Inps: uno per la verifica dei requisiti, un altro per il rilascio della certificazione del diritto alla pensione. I 60mila potenziali beneficiari che riceveranno le prime lettere dall’Insp sono i lavoratori in mobilità ordinaria e lunga; i lavoratori a carico dei fondi di solidarietà di settore; i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria.

Non rientrano, invece, nel mondo della prima salvaguardia i dipendenti pubblici in esonero dal servizio; i lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità; i lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro in ragioni di accordi invidi duali o collettivi di incentivo all’esodo.

Queste categorie di lavoratori per verificare la sussistenza dei requisiti richiesti per l’accesso al pensionamento con le vecchie regole dovranno recarsi presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Inca Cgil per inoltrare la domanda alla Direzione Territoriale del Lavoro competente entro il prossimo 20 novembre.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il