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Redditometro nuovo 2012-2013: cosa, chi e come viene controllato contro evasione fiscale

Nuovo redditometro: chi finisce nel mirino dei controlli e quando



Combattere l’evasione fiscale, uno dei principali fenomeni capillarmente radicati in Italia, è uno degli obiettivi primari del governo Monti e questo piano è stato già ampiamente dimostrato nei mesi scorsi quando, a sorpresa, sono scattati blitz della Guardia di Finanza nelle maggiori località turistiche italiane e negli esercizi commerciali delle più grandi e frequentate città del nostro Belpaese.

Ora, a maggior sostegno contro l’evasione fiscale, è pronto ad arrivare anche il nuovo redditometro che, secondo quanto annunciato dal presidente dell’Agenzia delle Entrate, Attili Befera, entrerà in vigore dal prossimo ottobre. Si tratta di uno strumento volto a studiare l’incoerenza o meno delle spese effettuate dagli italiani rispetto al reddito presunto dichiarato.

Se dall’incrocio dei dati dovesse emergere particolare incongruenza allora scatterà l’accertamento fiscale nei confronti del contribuente in questione. Il nuovo redditometro prevede undici tipi di nuclei familiari e circa cento voci di spesa, articolate in sette categorie: abitazione, mezzi di trasporto, contributi e assicurazioni, istruzione, attività sportive e ricreative e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari netti.

Dunque, nel mirino dei controlli finiranno non solo la barca o la macchina di lusso, ma anche le spese per la colf, per il cellulare, per l'asilo o l'università dei figli, fino all'abbonamento in palestra, alla parcella del veterinario, alle donazioni alle onlus.

Il nuovo redditometro permetterà anche di verificare in totale autonomia, a posteriori, il proprio reddito; mediante un software, infatti, reso disponibile ai singoli contribuenti e ai commercialisti, chi è interessato potrà inserire i propri dati e calcolare se quanto ha intenzione di dichiarare è in linea con i parametri stimati e capire così se è a rischio controlli. Occorre inoltre precisare che la divergenza tra reddito presunto e dichiarato dovrà essere di almeno il 25% ripetuto per due annualità consecutive.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il