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Fiat e Marchionne: la risposta a Della Valle e nuovi piani per fabbriche in Italia

Fiat non lascia l’Italia. Marchionne risponde a Della Valle



La Fiat resta in Italia: “In questa situazione drammatica, io non ho proposto chiusure di stabilimenti, non ho mai detto che voglio andar via, non mollo. Mi impegno, ma non posso farlo da solo. Ci vuole un impegno dell'Italia”: così ha parlato l'amministratore delegato Fiat, Sergio Marchionne, in un'intervista a Repubblica.

E ha spiegato: “L’Italia dell'auto è precipitata in un buco di mercato senza precedenti, abbiamo perso di colpo quarant'anni e qualcuno vorrebbe che la Fiat si comportasse tranquillamente come prima? O è un'imbecillità pensare a questo o è una prepotenza, fuori dalla logica”.

Il numero uno di Fiat si dice disponibile a incontrare il governo, “ma poi? Sopravvivere alla tempesta con l'aiuto di quella parte dell'azienda che va bene in America del Nord e del Sud, per sostenere l'Italia, mi pare sia un discorso strategico. Fiat sta accumulando perdite per 700 milioni in Europa e sta reggendo sui successi all'estero. Sono le due uniche cose che contano. Se vogliamo confrontarci dobbiamo partire da qui: non si scappa”.

E sul futuro: “Le prospettive per le vendite non sono buone: non vedo niente, nessun cambio di mercato fino al 2014. Per questo investire nel 2012 sarebbe micidiale”.

Marchionne risponde poi anche agli attacchi del patron della Tods', Diego Della Valle: “Tutti parlano a cento all'ora, perché la Fiat è un bersaglio grosso, più delle scarpe di alta qualità e alto prezzo che compravo anch'io fino a qualche tempo fa: adesso non più. Ci sarebbe da domandarsi chi ha dato la cattedra a molti maestri d'automobile improvvisati, ma significherebbe starnazzare nel pollaio più provinciale che c’è. Fintanto che attaccano, nessun problema. Ma lascino stare la Fiat”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il