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Sanatoria immigrati 2012: domande per badanti e colf boom. Poche per altri lavoratori

Domande regolarizzazione lavoro: boom per colf e badanti. Come fare richiesta



Sono state 7.448 le domande totali per la regolarizzazione dei lavoratori in nero inviate al Ministero dell'Interno dal 15 settembre, secondo i dati del ‘Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione’, che evidenziano, inoltre, che la quasi totalità di richieste di regolarizzazione riguarda colf e badanti rispetto agli altri settori di lavoro subordinato.

Collaboratori familiari e assistenti a persona non autosufficiente risultano, infatti, essere i profili più richiesti da mettere in regola. I lavoratori subordinati sono finora solo 690. Le tre province italiane in testa per invio dei moduli sono Roma (1161), Milano (1133) e Napoli (1047). Seguono Brescia, Torino, Latina, Verona, Bergamo, Salerno e Bologna. India e Bangladesh sono i Paesi di provenienza dei lavoratori per cui è giunta la maggior parte delle richieste, rispettivamente 1307 e 1107, seguiti da egiziani, ucraini, cinesi, marocchini, pakistani, filippini, tunisini e cingalesi.

La sanatoria per immigrati 2012 non riguardava però solo colf e badanti ma tutti i settori produttivi (commercio, servizi ecc.) e tra questi l'edilizia e l'agricoltura, che impiegano centinaia di migliaia di immigrati irregolari alla nuova sanatoria per gli immigrati.

I datori di lavoro possono versare il contributo per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri, per poi presentare via internet, fino al 15 ottobre, le domande di emersione. Il contributo da versare è di mille euro a lavoratore, che vanno versati presso gli sportelli di qualunque agente della riscossione, nelle banche convenzionate o negli uffici postali utilizzando un modello f24 ‘Versamenti con elementi identificativi’, che dovrà essere compilato seguendo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, con i dati del datore e del lavoratore, l’importo e il codice del versamento.

La domanda di regolarizzazione dovrà essere inviata esclusivamente in via telematica attraverso il sito del ministero dell'Interno. Per la procedura telematica i datori di lavoro potranno rivolgersi anche ai patronati. Ma non tutto è oro quel che luccica: in molti casi i costi da sostenere per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri in Italia sono troppo alti per i datori di lavoro, così accade che siano gli stessi immigrati a pagare i costi per la procedura di regolarizzazione.

Ma, per ovviare al forte onere a carico del datore del lavoro, si potrebbe ricorrere ad un compromesso tra le parti che coinvolga anche il lavoratore in attesa di regolarizzazione. All’orizzonte anche le solite truffe: non è inconsueto, infatti, vengano falsificate, dietro ovviamente compenso illegale, carte e documenti.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il