Studi di settore: violato lo statuto del contribuente

La CGIA di Mestre pronta a presentare centinaia e centinaia di ricorsi in tutta Italia per far saltare la norma. Nel frattempo auspica che il Ministro Tremonti intervenga e ponga mano a questa situazione



Con lo spostamento del termine dal 31 marzo al 2 maggio, data quest’ultima entro cui dovranno essere pubblicati i decreti contenenti  i nuovi studi di settore per oltre 50 categorie economiche, gli oltre 600.000 imprenditori interessati da questo slittamento dei termini potranno ricorrere alla Commissione tributaria provinciale. A denunciare la cosa è la CGIA di Mestre in quanto viene palesemente violato lo Statuto del Contribuente che all’art. 3 comma 2 che prevede:

“che le  disposizioni  tributarie  non  hanno  effetto  retroattivoRelativamente   ai   tributi periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire  dal  periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono”.

 

In buona sostanza, sottolineano dalla CGIA di Mestre, la norma che consente di applicare i nuovi studi di settore e quelli revisionati al periodo di imposta 2005, anche se pubblicati entro il 2 maggio 2006, è palesemente retroattiva. Viola il principio costituzionale dell’affidamento del contribuente alla legge e il principio, come dicevamo, sancito dallo Statuto del Contribuente. Dalla CGIA di Mestre ricordano che la violazione potrà essere fatta constatare solo nel corso di un contenzioso in cui un lavoratore autonomo o imprenditore non congruo rispetto ai parametri richiesti dai nuovi studi di settore contesti la pretesa erariale e si opponga iniziando una lite con il fisco percorrendo i diversi gradi del giudizio. Nel ricorso tra le motivazioni dovrà essere inserita anche  la violazione del principio di irretroattività della norma in quanto lesiva di un interesse costituzionale. Sarà poi il giudice tributario a decidere se rimettere la questione all’Alta Corte.

 

“Per questa ragione – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – stiamo attivando i nostri uffici affinché sin dai primi giorni di giugno si possano predisporre centinaia e centinaia di ricorsi in tutta Italia. Nel frattempo auspichiamo  che il ministro Tremonti intervenga con un provvedimento dell’ultima ora cassando quanto stabilito nel recente Decreto Legge del 10 gennaio 2006”.

Lo spostamento della data in cui verranno pubblicati i nuovi studi e le revisioni di quelli esistenti per l’anno 2005 – ricordano dalla CGIA di Mestre - comporterà per questi 600.000 contribuenti, un allungamento dei tempi necessari per verificare la congruità fiscale della propria azienda con gli studi di settore. In pratica questi contribuenti conosceranno sicuramente la maggiore pretesa economica richiesta dall’Amministrazione finanziaria solo in sede di compilazione della dichiarazione dei redditi che per quest’anno prevede la prima scadenza il 20 giugno e una seconda, con maggiorazioni di imposta, eventualmente il 20 luglio. Tutto questo con evidente disagio per la generalità degli imprenditori e dei lavoratori autonomi interessati da queste novità.

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