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Sanatoria immigrati: tutto su come fare domanda, procedura e pagamenti contributi

Domanda, contributo ed esclusi: come regolarizzare i lavoratori stranieri



Si potranno inoltrare ancora fino al prossimo 15 ottobre, le domande di regolarizzazione del lavoro per gli stranieri in Italia. Il contributo da versare da parte del datore di lavoro è di mille euro a lavoratore, che vanno versati presso gli sportelli di qualunque agente della riscossione, nelle banche convenzionate o negli uffici postali utilizzando un modello f24 ‘Versamenti con elementi identificativi’, che dovrà essere compilato seguendo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, con i dati del datore e del lavoratore, l’importo e il codice del versamento. La domanda di regolarizzazione dovrà essere inviata esclusivamente in via telematica attraverso il sito del ministero dell'Interno.

Per la procedura telematica i datori di lavoro potranno rivolgersi anche ai patronati. Successivamente all'invio della domanda di emersione sarà disponibile, sempre all'interno del sito, la ricevuta con l'indicazione della data di invio telematico e il datore dovrà consegnare una copia della ricevuta al lavoratore.

Lo sportello unico per l'immigrazione competente per territorio riceverà le domande dal sistema informatico del ministero e le valuterà, acquisendo i pareri dalla questura e dalla direzione territoriale del lavoro.

Dopodichè il datore di lavoro e il lavoratore saranno convocati per verificare la corrispondenza delle dichiarazioni rese informaticamente, l'avvenuto pagamento del contributo forfettario, la prova amministrativa relativa alla presenza in Italia dello straniero dal 2011, la verifica della regolarizzazione delle somme dovute dal datore a titolo retributivo, contributivo e fiscale e, una volta effettuate le verifiche, si procederà alla stipula del contratto di soggiorno.

Possono presentare la domanda i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato dell’Ue, i datori di lavoro stranieri in possesso della carta di soggiorno, o chi ne ha fatto richiesta prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo. Intanto, lo straniero regolarizzando dovrà dimostrare la sua presenza in Italia almeno dal 31 dicembre 2011 tramite un’attestazione proveniente da organismi pubblici.

I requisiti per presentare domanda sono il reddito mimino di 20.000 euro, nel caso in cui un nucleo familiare composto da un solo percettore di reddito voglia regolarizzare un lavoratore domestico di sostegno al bisogno familiare. Tale reddito sale a 27.000 se nella famiglia ci sono più soggetti conviventi.

Per regolarizzare una badante, invece, non è previsto alcun reddito minimo, purchè sia l’assistito a presentare la domanda. Sono, invece, esclusi dalla procedura i datori di lavoro che negli ultimi cinque anni sono stati condannati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento di persone, anche minori, per prostituzione o altre attività illecite, e che non hanno sottoscritto il contratto di soggiorno presso lo Sportello unico in caso di precedenti regolarizzazioni, salvo cause di forza maggiore; mentre per i lavoratori, sono esclusi gli stranieri con provvedimento di espulsione, segnalati ai fini della non-ammissione nel territorio dello Stato, condannati per uno dei reati previsti dall’articolo 380, o che costituiscono una minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il