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Pensioni: piano per salvare potere di acquisto dopo nuove tasse richiesto da Confesercenti

Pensioni e pensionati: indispensabile piano di intervento



Il mondo delle pensioni e dei pensionandi sta ricevendo duri colpi in questi ultimi mesi, prima con la nuova riforma Fornero, poi con l’incremento delle tasse che peseranno su questa categoria, poi con la richiesta di restituzione delle quattordicesime. “I pensionati rappresentano ormai una componente significativa della fascia di povertà della popolazione italiana.

E su questa si scaricheranno indiscriminatamente e nell'immediato i rincari, previsti in centinaia e migliaia di euro/anno, posizionati soprattutto sui generi alimentari, i servizi e le utenze, ovvero sui consumi insopprimibili”, secondo Massimo Vivoli, vice presidente vicario della Confesercenti e presidente della Fipac, l'organizzazione dei pensionati della confederazione, in una lettera inviata al ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

Secondo Vivoli è necessario un Piano, anche scadenzato, di interventi. La situazione, infatti, impone interventi adeguati e tempestivi per la tutela del potere d'acquisto dei salari e delle pensioni: la riduzione della pressione fiscale sui redditi fissi, a cominciare dalla detassazione delle tredicesime; l'introduzione del quoziente familiare a correzione delle attuali disuguaglianze fiscali e di servizio tra famiglie a pari reddito; l'aumento dei limiti di esonero fiscale per i redditi da pensione; l'aumento permanente dell'ammontare degli assegni assistenziali e delle maggiorazioni sociali fino ad un effettivo livello di sopravvivenza.

E ancora, bisognerebbe pensare all'ampliamento del numero dei beneficiari della Social Card (carta acquisti); all'aumento dei valori ISEE e dei redditi complessivi; a maggiori agevolazioni sull'Imu prima casa per i redditi medio-bassi; all'implementazione dei servizi sociali.

Intanto cresce l’entusiasmo per la proposte dei partiti, Pd e Pdl, di cambiare la riforma delle pensioni firmata dal ministro Fornero e per farlo hanno già presentato alla Camera 5 articoli che unificano le proposte di legge Damiano, Dozzo (Lega) e Paladini (Idv), che hanno ricevuto anche il voto di Pdl (tranne Giuliano Cazzola), Udc, Fli, Pt (Popolo e territorio) e che propongono un ulteriore ampliamento della platea degli esodati da salvaguardare e un nuovo canale di pensionamento che riporta in vita la possibilità di lasciare il lavoro a 58 anni.

La nuova proposta dei partiti sulle pensioni vorrebbe introdurre la sperimentazione fino al 2017 della possibilità di andare in pensione prima per uomini e donne: per i lavoratori dipendenti 58 anni (57 le donne) fino a tutto il 2015 e poi 59 (58 le donne) fino alla fine del 2017, purché si siano raggiunti però 35 anni di contributi e ricevendo un assegno più leggero. Oggi con la riforma Fornero per andare in pensione anticipata, invece, ci vogliono almeno 42 anni e un mese di contributi (41 e un mese per le donne) e 62 anni di età (sotto scattano le penalizzazioni). 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il