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Ilva Taranto: azienda compie interventi concordati. Inquinamento sempre molto alto

Sale il tasso di mortalità a Taranto, operai in protesta: la situazione all’Ilva



Sono allarmanti i dati relativi alla mortalità e ai tumori del fegato e dei polmoni nella provincia di Taranto negli anni 2003/2008. Lo studio del progetto ‘Sentieri’ ha rilevato un +24%, per i linfomi +38%, per i mesoteliomi +306%. I dati sono stati forniti dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, e dal presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti.

“Il dato veramente preoccupante è quello dei bambini, per i quali si registra un +35% di decessi sotto un anno di età e per tutte le cause. Per quanto riguarda le morti nel periodo perinatale +71%”. Secondo lo studio ci sarebbero eccessi statisticamente significativi correlabili in molti casi all'inquinamento.

Si parla di alto livello di persuasività scientifica nel vedere un nesso tra questi dati e l'inquinamento. Più volte ricorre il termine 'inquinamento industriale' e lo studio Sentieri lo sottolinea come fatto preoccupante. Intanto, il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante ha depositato alla Procura della Repubblica di Taranto un piano di interventi immediati di risanamento degli impianti dell'area a caldo sotto sequestro.

Ferrante ha depositato in Procura anche un’istanza nella quale si chiede se l'azienda può continuare a produrre, sempre rimanendo in linea con quanto stabilito dal tribunale del riesame che ha confermato il sequestro senza facoltà d'uso degli impianti. Nel suo piano, l'Ilva prevede di coprire i depositi di minerali, considerati tra le fonti prime d'inquinamento a Taranto.

La società Paul Wurth è stata incaricata di presentare un sistema per la copertura dei parchi minerari. Gli interventi previsti nei parchi minerali, specifica l'azienda, dovrebbero ridurre le polveri del 70-90%. Ma proseguono le manifestazioni di protesta all’impianto: i delegati sindacali e i lavoratori iscritti alla Uilm hanno deciso di andare verso l'altoforno 5 per esprimere la loro solidarietà agli occupanti.

Sono, infatti, cinque gli operai che sono saliti a circa 60 metri di altezza sulla torre di smistamento dell’altoforno 5 dello stabilimento Ilva di Taranto. Si tratta di lavoratori del secondo turno che in serata, con l’accordo degli altri colleghi, hanno deciso di attuare questa forma di mobilitazione.

La scelta è caduta sull'altoforno 5 perchè è il più grande d'Europa e il più produttivo di tutto il siderurgico di Taranto e i lavoratori temono che quando si fermerà per l'Ilva sarà la fine. Un’altra protesta è in corso anche all'altoforno 1 e consiste nel presidio da parte dei lavoratori. L'altoforno 1 è infatti il primo che per i custodi responsabili delle aree sequestrate va fermato.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il