Mutui sempre più difficili da ottenere nel 2012. La soluzione è l'affitto

Calano i mutui, crescono le richieste di affitto: gli ultimi dati



Siete giovani, precari, coppie con pochi soldi da parte o non troppo benestanti da poter pagare le rate mensili di un mutuo? Tutti questi quesiti, che trovano risposte sempre affermative ormai, stanno portando ad un deciso crollo del mercato del mattone.

La vendita delle case è sempre più alle stelle e, nonostante lo spread sia tornato a scendere per effetto del piano antispread annunciato qualche settimana fa dal presidente della Bce, Mario Draghi, i tassi non accennano a scendere. Copla degli spread applicati dalle banche, ancora incerte sull’andamento futuro dell’economia e che per questo continuano a tenersi al riparo con spread ancora alti, che talvolta rendono le rate inaccessibili a tutti.

La soluzione allora per chi desidera lasciare casa? Scegliere di affittare, complice anche il ritorno dell’Imu, tassa sulla casa che ha sostituito l’Ici, che colpisce i possessori di case. Nel primo semestre dell'anno, infatti, la domanda di immobili in locazione è cresciuta a un ritmo due volte superiore rispetto a quella degli immobili in vendita e il trend si conferma anche sul fronte dell'offerta.

Inoltre, da gennaio a giugno, il prezzo medio di vendita delle abitazioni nei capoluoghi italiani è sceso del 2,7%. Guido Lodigiani, direttore corporate e ufficio studi di Gruppo Immobiliare.it, ha spiegato che la difficoltà ad ottenere un mutuo ha reso l'iter per l'acquisto di una casa sempre più complesso ed è naturale che gli italiani abbiano dirottato il loro interesse verso soluzioni in affitto.

Analizzando le città italiane dal punto di vista sia geografico sia di densità di popolazione, si nota come tutto il territorio nazionale sia contraddistinto da un calo dei prezzi medi di vendita: maglia nera spetta al Sud e alle isole (con la Sardegna che raggiunge quasi il -7%, seguita da Basilicata e Puglia che si attestano a -4%), ma non va meglio al Nord, con decrementi che superano il 5%, fatta eccezione per Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige dove si segnalano dati positivi.

Solo il Centro Italia sembra tenere: qui il livello di decrescita si arresta all'1,1% e l'Abruzzo, unica regione italiana, segna dati positivi in ogni Provincia.

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di Marcello Tansini pubblicato il