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Spread Btp-Bund: nuove tensioni dopo crisi Spagna, debito greco e bolla in Olanda

Tornano le tensioni in Grecia e Spagna. E in Olanda? La situazione dell’eurozona



Secondo l’ultimo rapporto di Standard & Poor's, la recessione in Italia e Spagna si sta intensificando. L'agenzia rivede in peggio anche le stime di crescita dell'eurozona per il 2012 a -0,8% ed invariata nel 2013. In precedenza, S&P aveva stimato una contrazione del Pil nell'eurozona dello 0,7% quest'anno e una crescita dello 0,3% nel 2013, riferisce Bloomberg.

L'anno prossimo la Spagna, secondo l'agenzia di rating, registrerà una contrazione del Pil dell'1,4%, mentre la crescita sarà molto debole in Francia. I dati confermano la tesi che l'eurozona sta ricadendo in recessione, sottolinea S&P. E in Spagna scoppiano nuove tensioni a causa della crisi che sta attanagliando il Paese e che ha portato in piazza migliaia di indignados che hanno paralizzato Madrid.

I cori dei manifestanti continuavano a ripetere ‘Governo dimission!’, ‘Fuera, Fuera!’, manifestando tutta la rabbia contro i tagli imposti dall'esecutivo di Mariano Rajoy.

Obiettivo della manifestazione, convocata nelle reti sociali dal coordinamento 25-S, era cingere in maniera simbolica il Parlamento e salvare la sede della sovranità popolare dal sequestro compiuto dalla Troika e dai mercati finanziari, realizzato in collaborazione con la maggioranza dei partiti politici.

Torna la tensione anche sul mercato greco: è stato indetto un nuovo sciopero generale di 24 ore, il terzo dell'anno e il primo contro il nuovo esecutivo guidato dal conservatore Antonis Samaras.

I sindacati GSEE e Adedy, rappresentanti rispettivamente il settore pubblico e privato, hanno indetto la manifestazione per protestare contro le nuove misure di austerità che la troika (Ue, Bce e Fmi) chiede al governo di coalizione per nuovi tagli alla spesa pari a 11,6 miliardi e nuove entrate di 2 miliardi.

E a preoccupare è anche un’altra nuova situazione che potremmo definire quasi paradossale e che riguarda l’Olanda, uno dei pochi in Europa a vantare una tripla A, giudizio di massima affidabilità creditizia ma che nasconde un grande problema: una bolla immobiliare. Negli ultimi 15 anni il prezzo del mattone è, infatti, lievitato velocemente con un picco tra il 1996 e il 2001.

Questa crescita improvvisa è dipesa soprattutto dal fatto che nel Paese le rate del mutuo sono interamente deducibili fiscalmente (caso unico in Europa). Risultato: il livello dei mutui immobiliari è passato così dal 50% del Pil del 1995 all'attuale 111%, il livello più alto in Europa. A fine 2011 il volume dei mutui era pari a 670 miliardi di euro, più del doppio dei depositi privati pari a 332 miliardi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il