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Redditometro: nuovo sistema in vigore da Novembre. Come dovrebbe funzionare

Nuovo redditometro in vigore da novembre: come sarà



Il presidente dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, qualche settimana fa aveva annunciato l’entrata in vigore dal prossimo ottobre. Si tratta di uno strumento volto a studiare l’incoerenza o meno delle spese effettuate dagli italiani rispetto al reddito presunto dichiarato.

Se dall’incrocio dei dati dovesse emergere particolare incongruenza allora scatterà l’accertamento fiscale nei confronti del contribuente in questione. In realtà il nuovo redditometro potrebbe essere attivo da novembre. Il software destinato a mettere sotto controllo il tenore di vita degli italiani è stato messo a punto dalla Sose e dall’Agenzia delle Entrate.

Lo strumento sarà applicato al primo periodo d’imposta assoggettato alla nova procedura di accertamento sintetico, il 2009. Questa retroattività preoccupa i contribuenti, in merito l’Agenzia delle Entrate potrebbe adottare un atteggiamento più morbido per le annualità più remote.

Il nuovo redditometro prevede undici tipi di nuclei familiari e circa cento voci di spesa, articolate in sette categorie: abitazione, mezzi di trasporto, contributi e assicurazioni, istruzione, attività sportive e ricreative e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari netti.

Dunque, nel mirino dei controlli finiranno non solo la barca o la macchina di lusso, ma anche le spese per la colf, per il cellulare, per l'asilo o l'università dei figli, fino all'abbonamento in palestra, alla parcella del veterinario, alle donazioni alle onlus.

Il nuovo redditometro permetterà anche di verificare in totale autonomia, a posteriori, il proprio reddito; mediante un software, infatti, reso disponibile ai singoli contribuenti e ai commercialisti, chi è interessato potrà inserire i propri dati e calcolare se quanto ha intenzione di dichiarare è in linea con i parametri stimati e capire così se è a rischio controlli. Occorre inoltre precisare che la divergenza tra reddito presunto e dichiarato dovrà essere di almeno il 25% ripetuto per due annualità consecutive.
 
Autore:

Marcello Tansini

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Autore: Marcello Tansini
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