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Alcoa: no Glencore. Si spera in altre aziende ma licenziamenti iniziano

Alcoa: al via i licenziamenti. Il ministero spera in nuovi acquirenti



Al via i primi licenziamenti nell’azienda Alcoa: 67 lavoratori interinali dello stabilimento Alcoa di Portovesme saranno licenziami e il loro sussidio dallo Stato dipenderà dall'esito degli incontri di domani, martedì, a Cagliari, in Confindustria e in Regione.

E mentre i lavoratori protestano e urlano al grido di ‘Così ci rubano il futuro’, il Ministero dello Sviluppo, dopo il no della Glencore, spera di trovare altri acquirenti (al momento candidati sono la svizzera Klesh e l'ipotesi KiteGen, oltre ad altri gruppi asiatici interessati) che, dice il ministro Corrado Passera, “non chiedano condizioni impossibili economicamente o legalmente.

Dal primo giorno abbiamo detto che sarà difficile, non intendiamo andare oltre le regole e le norme, come ovvio. Dobbiamo fare in modo che qualsiasi attività sia economicamente sostenibile”. Sul ritiro della Glencore, Passera si dice rammaricato.

In una lettera inviata al presidente della Sardegna Ugo Cappellacci e al Ministero dello Sviluppo Economico, il colosso svizzero ha reso noto di abbandonare le trattative per l'acquisizione dello stabilimento sardo.

Il motivo principale del rifiuto è il prezzo dell'elettricità stabilito dal governo, giudicato troppo elevato. Per la multinazionale elvetica, che aveva chiesto un prezzo intorno ai 25 euro, 35 euro per MWhv è insostenibile per garantire una continuità produttiva all'Alcoa.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il