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Esodati: modifiche contro Riforma Fornero. Il ministro non ci sta. Le ultime notizie

Controriforma Fornero: le proposte e la posizione del ministro del Lavoro



Partiti e governo divisi sulla questione pensioni. Pd e Pdl hanno, infatti, presentato alla Camera 5 articoli che unificano le proposte di legge Damiano, Dozzo (Lega) e Paladini (Idv) e che hanno ricevuto anche il voto di Pdl (tranne Giuliano Cazzola), Udc, Fli, Pt (Popolo e territorio), che propongono un ulteriore ampliamento della platea degli esodati da salvaguardare e un nuovo canale di pensionamento che riporta in vita la possibilità di lasciare il lavoro a 58 anni.

La nuova proposta vorrebbe introdurre la sperimentazione fino al 2017 della possibilità di andare in pensione prima per uomini e donne: per i lavoratori dipendenti 58 anni (57 le donne) fino a tutto il 2015 e poi 59 (58 le donne) fino alla fine del 2017, purché si siano raggiunti però 35 anni di contributi e ricevendo un assegno più leggero.

Cesare Damiano ci ha tenuto a sottolineare che l’intento non è smontare la riforma del ministro Fornero, ma “fare delle correzioni, addolcire il salto”, ma il ministro del Lavoro Fornero non ci sta e lancia un appello ai partiti perché non smontino l’impianto della riforma e dice “Occorre fare ogni sforzo per evitare anche il solo rischio di adottare misure che, se non adeguatamente comprese anche in sede internazionale, potrebbero avere l'effetto di compromettere gli sforzi di stabilizzazione finanziaria fin qui profusi dal Parlamento, dal governo e dal Parlamento”.

E continua dicendo che “il governo chiede che venga riconosciuto il grande sforzo sin qui profuso per affrontare con misure concrete i problemi sul campo, anche attraverso l'utilizzo di ingentissime risorse economiche, nell'ordine di svariati miliardi di euro”.

Sugli esodati, poi, Cesare Damiano del Pd in relazione al ddl bipartisan sugli esodati, che allarga la platea dei possibili beneficiari e che introduce deroghe alla riforma Fornero delle pensioni, per un costo di circa 5 miliardi, ha detto: “Se la copertura dei cinque miliardi non ci fosse sarebbe molto grave. C'è la spending review, c'è la legge di stabilità, questi soldi non devono essere destinati solo a una diminuzione del debito, ma anche per correggere l'errore fatto”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il