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Sanatoria immigrati 2012: domande basse. I documenti richiesti

Poche le domande pervenute per la sanatoria immigrati 2012



Dopo il boom dei primi giorni, sono notevolmente calate le domande per la sanatoria immigrati 2012.  A confermare questo trend gli ultimi dati sulle domande di regolarizzazione presentate finora in Veneto, solo 5993 le richieste presentate.

Cristina Bastianello, responsabile per l' immigrazione della Cgil regionale, ha detto che “In Veneto si era stimato che circa 50.000 lavoratori avrebbero potuto emergere grazie a questo provvedimento; invece non superano i 6.000. Ciò è dovuto alla difficoltà per una persona in condizioni di irregolarità a presentare la documentazione richiesta oltre che al costo elevato delle domande di sanatoria”.

Per questo la Cgil lancia un appello affinchè si modifichino i punti di maggiore criticità presenti nel provvedimento. Per eseguire la procedura, bisogna presentare determinati documenti che attestano la loro presenza nel nostro Paese.

I documenti che possono provare la presenza dello stranieri in Italia, almeno dal 31 dicembre 2011, secondo quanto spiegato dall’Avvocatura generale dello Stato, da presentare allo Sportello unico per l’immigrazione sono per esempio le tessere nominative dei trasporti pubblici, la certificazione medica proveniente da una struttura pubblica, il certificato di iscrizione scolastica dei figli, o anche certificazioni provenienti dalle forze pubbliche, come multe stradali o sanzioni amministrative.

Si possono presentare anche schede telefoniche di operatori italiani (Tim, Vodafone, Wind, 3, eccetera), ma non solo. Per dimostrare che si è in Italia dal 2011, lo straniero potrà anche portare allo Sportello unico per l’immigrazione delle prefetture, la documentazione rilasciata, prima del 31 dicembre 2011 , da rappresentanze diplomatiche o consolari in Italia.

Ulteriori chiarimenti arrivano anche dall’Inail, che con la circolare n. 48 del 2 ottobre scorso, ha spiegato che all’atto della stipula del contratto di soggiorno, il datore di lavoro deve dimostrare di aver provveduto ad adempiere a tutti gli obblighi in materia contributiva maturati a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore, come risulta dalla dichiarazione di emersione, fino alla data di stipula del contratto di soggiorno e, comunque, per un periodo non inferiore a sei mesi.  

Il datore di lavoro interessato deve chiedere all’Inail l’apertura di un’apposita posizione assicurativa territoriale per ciascun lavoratore extracomunitario.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il